Toponimi e percorsi di incerta identificazione
(da Carta Corografica del Promontorium Minervae nel 1799 delineata da Giovanni Visetti)
La
fonte bibliografica più consultata dagli studiosi del Promontorium Minervae è
senz’altro la Storia di Massa Lubrense di Riccardo Filangieri di Candida. In
questo testo, tuttavia, nell’elencare tutti i casali di Massa, l’autore non
collocava geograficamente due di essi: Serola e Lari.
Per
quanto riguarda il primo, annoverato tra i casali di sopra, il Filangieri
sottolinea che "è
nominato sempre accanto a Nuvola, e con esso segue in ogni tempo le vicende di
Torca." (Storia di Massa Lubrense pag. 40)
Serola
dovrebbe corrispondere all’area compresa fra le attuali via Pigna e via
Torricella, a sud est di Pedara. Era certamente ben distinto da Nula e più
vicino alla Pedara. Alcuni anziani asseriscono che fin quasi alla metà di
questo secolo esisteva nella zona una tabella toponomastica "via Pigna a
Serola ". Il toponimo Serola è tutt’oggi usato dai Torchesi per indicare
la zona prima descritta e a meno di un clamoroso spostamento di toponimo e
quindi, di una coincidenza, Serola dovrebbe proprio essere quella zona a sud di
via Croce. L’unica altra località che potrebbe essere identificata con Serola
sarebbe Monticello, mai citato fra i casali di Massa, costituito da un gruppo di
case ad est di Torca, circa alla sua stessa quota, sul sentiero che menava a
Sant’Elia e Fontanelle.
"Lari
- Nei Fuochi del 1489 troviamo un casale Lari, ove son notati 65 individui. Se
ne fa menzione anche altrove, ma sempre nell’istesso ordine, e cioè. tra
Termini e Nerano. Non riesco ad identificarlo, ma era assai probabilmente una
frazione di quest’ultimo. " (Storia di Massa Lubrense pagg. 37-38)
L’ubicazione
di questo casale lascia molti meno dubbi. Infatti in antichi testamenti ed altri
atti pubblici la chiesa Santa Croce è stata citata sia come Santa Croce in
Termini che come Santa Croce in Lari, ma in effetti già nell’800 il toponimo
Lari era caduto in disuso. Una attenta lettura del tessuto urbano e della
morfologia del terreno ci mostra come la suddetta chiesa non è al centro
dell’abitato, ma è situata fra due nuclei urbani ugualmente consistenti ed
antichi alla sommità della valletta che li divide ed il piccolo largo
antistante la chiesa funge da elemento di congiunzione fra essi.
Molto
probabilmente già alla fine del XVIII secolo Termini e Lari erano considerati
un solo casale, come sono oggi del resto un’unica frazione, ma è parso
interessante inserire il toponimo in carta in modo da localizzarlo visivamente
con una certa sicurezza suffragati anche dal fatto che nella tradizione orale
sopravvivono toponimi estremamente simili e quindi presumibilmente da esso
derivati (dint "o Laro - abbascio ‘a Laurea).
Alcuni
dubbi permangono circa il collegamento fra Massa e Puolo; a causa delle cave di
Marcigliano e di Puolo che hanno profondamente modificato il territorio non è
possibile tentare di ricostruire il tracciato effettuando ricognizioni. Sulla
carta del 1819 non è riportato alcun collegamento per Puolo dal lato di Massa,
né al di qua né al di là del rivolo di Marcigliano; invece da quella
dell’Istituto Geografico Militare risulta che la strada di Sirignano terminava
in prossimità del rivolo e, rimanendo più o meno in quota, dal lato opposto
esiste un altro tratto di strada che passa per San Michele e va verso
Portiglione.
E’ comunque improbabile che esistesse un altro passaggio frequentato sul rivolo di Marcigliano fra Sirignano e San Michele; infatti per andare a Portiglione o Puolo si deve passare per la sella fra Monte Corbo e la piccola altura a sud di San Michele (Montariello, 117m) quindi non aveva senso scendere di quota per poi risalire di almeno 50 metri di dislivello per superare la suddetta sella. Di conseguenza l’itinerario più probabile resta Mulini, San Montano, San Michele, Portiglione, Puolo. Rimane da stabilire se la strada conducesse a Portiglione, e di qui alla spiaggia di Puolo lungo la riva, o se si biforcasse più a monte con un sentiero a sinistra per Portiglione e uno a destra per Puolo superando quindi a monte Capo Croce, forse congiungendosi in prossimità della Cappella di San’Anna, all’inizio delle Tese, con il sentiero proveniente da Villazzano. Non si sa con certezza quale fosse la morfologia di Capo Croce prima che questo fosse "raso al suolo"; non si può quindi stabilire se esisteva un passaggio al livello del mare fra Puolo e Portiglione.