SANTA MARIA
Sta questo casale sulla linea di colline che congiunge il
Monte San Nicola al poggio dell'Annunziata, a 200 m sul livello del mare.
Allorché la città vecchia e il suo castello furono riedificati, sotto i
Durazzo, fu probabilmente che si cominciò a fabbricare intorno alla
preesistente chiesa di S. Maria. Era troppo angusto l'antico sito del castrum
sulla propinqua collina dell'Annunziata, onde il bisogno di un ampliamento.
Questa nuova frazione della città fu cinta di mura soltanto sotto gli
Aragonesi, come dimostrano le armi ch'eran scolpite sulla porta. Ma dopo poco
anche S. Maria veniva rasa al suolo, nella generale distruzione del 1465. Dopo
meno di un secolo vi si riedificò, ma le mura non furon più rifatte. Il casale
che vi si formò ebbe il nome di Belvedere, mutato più tardi in quello
di S. Maria della Misericordia, per ricordare il titolo dell'antica
chiesa di quel luogo. Questa fu concessa nel 1523 agli Agostiniani, i quali vi
edificarono accanto un piccolo monastero, di dove furono espulsi nel 1653.

Gli ufficii civili e di giustizia
che erano stati in questo luogo fino alla distruzione dei 1465, ed eran quindi
passati a Guarazzano, vi tornarono un secolo dopo; e vi si radunò da allora il
Parlamento dei cittadini, presso la piazza, nella casa ora Merolla.
Sul colle ad oriente del casale, è notevole la torre dei Cangiani, la quale fu sede del Monte Turbolo dal 1611 al 1614. Sull'altro colle, ad occidente, detto Ariola, v'era l'antica cappella di S. Lucia.
(da Storia di Massa Lubrense di R. Filangieri)