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Le nonne raccontano |
Ste nustalgie luntane d’ati tiempe, stu populo, sta terra,st’aria fresca, tutto ‘mmescato chistu bene ‘e Dio vene a dì’ Massa, stu paese mio! (F. Saverio Mollo – ‘O Paese mio”) |
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Così il Poeta, ma chi voglia interrogare il passato per ritrovare le radici, dovrà incontrarle sti nustalgie luntane e dovrà riviverle raccontate da chi le conserva nei propri ricordi. Marianna Cioffi cercava ricette, voleva farsi raccontare cosa accoglieva la tavola dei nonni, ha incontrato voci vivaci, sguardi persi in una lontananza che si avvicina quanto più i ricordi si fanno vividi. Ha rivissuto, con le protagoniste di un’epoca lontana, la dolcezza degli affetti familiari, la durezza di una vita che non regalava niente, i disagi delle guerre e la paura del mostro che vomita cenere e lapilli. Ci sono anche le ricette nei discorsi delle nonne. Sono ricette povere, affidate alla fantasia e all’estro di donne industriose che hanno fatto miracoli, aiutate dalla generosità di una terra che non negava i suoi prodotti, ancora vergini di additivi e crescite forzate. Non basterebbe un libro per riportare ‘e cunte registrati in un bel dialetto appassionato, ma non sarebbe giusto privare il lettore di alcune perle, tradotte e riassunte, per comodità di comprensione. Facciamoli questi discorsi, senza indulgere alla retorica, ma anche senza vergognarci dell’inevitabile moto di tenerezza che certi racconti inducono. Forse chi non l’ha mangiata condita dalla fame non saprà mai quanto era buona ‘a menesta ‘e pezza con un filo d’olio e tanto limone, non potrà gustare l’antico sapore della polenta fritta a colazione, con quella sua crosticina dorata graditissima a stomaci non ancora ingentiliti. E...‘e fave fritte c’‘a cipolla…’A menesta maretata…’A cianfotta…’O pane cuotto…’o migliaccio? Proviamo a farle le ricette delle nonne, ma ascoltiamo anche i loro ricordi, belli o brutti che siano, e facciamoli leggere anche a chi è più giovane ed ha, forse, voglia di conoscere della storia ciò che non è scritto sui libri. Adelaide Gargiulo che è nata nel 1910 e la più loquace Carmela Mellino che è del 1905, hanno raccontato, attingendo a ricordi lontani, gli anni della fame, l’emigrazione forzata, i sacrifici, la generosità di Maria, la rivalità egoista delle procacciatrici di fagioli e patate, gli arrangiamenti creativi di una cucina che mancava di prodotti e di arnesi. Nei ricordi di Carmela anche l’anticipazione di uno dei più dibattuti problemi delle società opulenti che lega l’abbondanza al diffondersi di malattie anche gravi: le sue quattro sorelle, in America, mangiavano carne come pane…ma sono morte tutte di diabete. Carmela e Adelaide sorridono con noi per certi episodi che hanno ormai perso il sapore della sofferenza, ma, con quel loro raccontare vivace che non si lascia imbrigliare, ci catturano e ridiventano protagoniste di vicende che non vanno dimenticate. |
della nonna |
| Braciole di cotiche | |
| Broccoli e patate | |
| Broccoli e spaghetti | |
| Castagnaccio | |
| Castagnaccio dolce | |
| Ceci con le lagane | |
| Insalata di patate | |
| Melanzane al cioccolato | |
| Melanzane ripiene | |
| Migliaccio | |
| Migliaccio dolce | |
| Migliaccio povero | |
| Migliaccio salato | |
| Minestra di fave e cicoria | |
| Pasta e fagioli con cotica | |
| Polenta con castagne | |
| Polenta, cipolle e pomodori | |
| Riso con la verza | |
| Scagliozzoli | |
| Sfogliatelle frolle | |
| Soffritto | |
| Zeppole di Natale | |
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1 kg di cotiche di maiale 300 g di pomodori pelati 2 uova 100 g di parmigiano grattugiato 100 g di pancetta 3 spicchi di aglio prezzemolo sale e pepe |
Preparare un ripieno con le uova battute, il formaggio, il prezzemolo, la pancetta tagliata a dadini, l'aglio tritato, sale e pepe. Pulire bene le cotiche, raschiandole, e lavatele. Mettere al centro di ognuna, un mucchietto di ripieno. Legare con lo spago o fermare con uno stuzzicadenti, evitando, comunque, che il ripieno fuoriesca. Quindi metterle a rosolare in una padella con l'olio ed uno spicchio di aglio. Quando sono imbiondite, tirare con mezzo bicchiere di vino, unite dei pomodori pelati e portare a cottura completa, facendo attenzione a non farle attaccare. |
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1 kg di broccoli "di rapa" 500 g di patate olio di oliva sale peperoncino due o tre spicchi di aglio |
Lessare in acqua e sale i broccoli di rapa scolandoli quando non sono ancora completamente cotti. Pelare e lessare delle patate e tagliarle a pezzi di media grandezza. In una padella soffriggere i broccoli con olio, aglio e peperoncino. A cottura avanzata aggiungere le patate e fare insaporire. |
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broccoli "di rapa" spaghetti olio di oliva sale peperoncino due o tre spicchi di aglio |
Lessare in acqua e sale i broccoli di rapa scolandoli quando non sono ancora completamente cotti. Soffriggerli in una padella con olio, aglio e peperoncino. Lessare gli spaghetti al dente, unirli ai broccoli e completare la cottura. |
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200 g di farina di castagne 50 g di cioccolato fondente 30 g di zucchero 25 g di burro 25 g di cedro candito 30 g di mandorle sgusciate 50 cl di latte 3 rossi d'uovo sale |
In una casseruolina sciogliere al fuoco il cioccolato con mezzo bicchiere di latte, aggiungere lo zucchero e il burro e lasciare riposare. In un tegame versare la farina di castagne e, poco per volta, il resto del latte e un pizzichino di sale, mescolando continuamente per evitare che si formino grumi. Aggiungere all'impasto liquido il cioccolato e mettere a cuocere la miscela. Appena si sarà rassodata, lasciare raffreddare, aggiungere i rossi d'uovo, le mandorle tritate e il cedro tagliuzzato finemente. Ungere con il burro una taglia, versarvi il composto e cuocere in forno caldo per circa 45 minuti. Può essere servito sia caldo che freddo. |
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1 kg di farina di castagne 1 bustina di lievito 200 g di zucchero 0,5 l di latte o 0,7 l di acqua |
In una zuppiera versare la farina di castagne insieme al lievito e allo zucchero, mescolare bene, dopodiché versarvi lentamente il latte o l’acqua rimescolando in continuazione fino ad ottenere un impasto ben amalgamato. Infine depositarlo sulla pietra riscaldata della fornacella e ricoprirlo con ‘o tiesto (coperchio di terracotta adatto ad ottenere una cottura tipo forno), a sua volta ricoperto di brace ardente. Dopo circa 10 minuti sollevare ‘o tiesto per controllare la cottura del castagnaccio; appena dorato si toglierà ‘o tiesto e si depositerà il castagnaccio su di un piatto di terracotta (‘e crasta). Mangiarlo tiepido possibilmente accompagnato da tè o “mate” tipica bevanda argentina. Preparazione fornacella (cattura) Accendere un bel fuoco nella fornacella di pietra di tufo (cemmentola) fino ad ottenere una brace ardente, in modo che la pietra di tufo, costituente la base della fornace, si riscaldi abbondantemente. Togliere la brace ardente dalla pietra riscaldata e metterla da parte. Ricoprire la pietra di tufo riscaldata con foglie di limone fresche (fresche perché non bruciano rapidamente). Depositarvi sopra il castagnaccio precedentemente preparato e coprirlo con ‘o tiesto, a sua volta ricoperto con la brace ardente messa da parte, ed attendere la cottura. Questo semplice dolce attualmente si fa cuocere in un normale forno elettrico, a gas o anche a legna. (Carmela
Di Martino) |
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1 kg di tagliatelle senza uova 800 g di ceci 1 dl di olio d'oliva 100 g di pancetta 3 spicchi di aglio tritati abbondante prezzemolo sale e pepe |
Mettere i ceci a bagno la sera precedente. Al momento di cucinarli, scolarli e cuocerli in abbondante acqua, per circa 2 ore (se necessario aggiungere un pizzico di bicarbonato). In una padella, fare soffriggere l'aglio nell'olio e toglierlo quando è biondo, unire la pancetta tritata e abbondante prezzemolo. Versare l’intingolo nella pentola dei ceci, aggiungendo altra acqua, se necessario. Quando bolle, calare le lagane e spegnere il fuoco quando sono cotte al dente. Aggiungere sale (se necessario) e pepe e fate riposare per qualche minuto. |
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1 kg di patate 1 cipolla 1 mazzetto di prezzemolo olio extra vergine sale e pepe |
Fate bollire le patate, pelatele e tagliatele a fettine in una insalatiera; spolverate con sale e pepe e condite con olio d’oliva. Tagliate a rondelle la cipolla (se vi piace più dolce, passatela, per dieci minuti, in aceto e poi sciacquatele bene), tritate il prezzemolo e unite il tutto all'insalata. La ricetta base può essere arricchita con gli ingredienti preferiti: pomodori, ulive, tonno, capperi… |
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1 kg di melanzane olio d’oliva farina 2 uova per indorare 2 amaretti buccia grattugiata di 1 limone 100 g circa di zucchero 50 g di cedro candito 30 g di scorzette candite di arance 30 g di mandorle sgusciate 25 g di cioccolato amaro sale 1 bustina di cannella
per la crema di cioccolata: 1/2 litro di latte 50 g di cacao amaro 100 g di zucchero |
Sbucciare le melanzane, tagliarle per il lungo a fette piuttosto sottili, tenerle per un'ora sotto sale, quindi lavarle, premerle asciugarle e friggerle in abbondante olio caldo senza farle troppo colorire. Quando si sono raffreddate, riprendere le melanzane, infarinarle, indorarle nell'uovo leggermente salato e friggerle una seconda volta; farle asciugare sulla carta e, ancora calde, rivoltarle in una miscela di zucchero, cannella e buccia di limone. Privare le mandorle della loro buccia dopo averle immerse per due minuti in acqua bollente, asciugarle e farle imbiondire nel forno caldo. Tritare abbastanza minutamente il cedro, le scorzette, le mandorle, la cioccolata. Sbriciolare gli amaretti e mescolare il tutto. Sciogliere zucchero e cacao nel latte e farli bollire a fuoco dolce per una ventina di minuti in modo che la crema diventi abbastanza densa. Accoppiate le fette di melanzane, farcendole con il ripieno preparato. Sistematele in un recipiente che le contenga in un solo strato, ricopritele con la crema e lasciatele in frigorifero per un paio di giorni, prima di servirle. |
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4 melanzane di media grossezza 250 g circa di carne tritata 3 uova olio, aglio, prezzemolo qualche pomodorino rosso formaggio pecorino romano grattugiato sale e pepe q.b. |
Sbucciare le melanzane, tagliarle a metà e svuotarle, lasciando solo una sottile barchetta e lasciarle a bagno in acqua e sale per circa un’ora. Tagliare a dadini il dentro delle melanzane e soffriggere in olio e aglio. Aggiungere qualche pomodorino a pezzetti, prezzemolo, sale pepe ed il formaggio grattugiato. A cottura quasi ultimata aggiungere la carne tritata, farla colorire. Aggiungere tre uova battute. Sistemate in una teglia le barchette di melanzane riempite con il composto preparato precedentemente e condire con sale, pepe, prezzemolo, qualche pomodoro a pezzetti, aglio a fettine sottili, abbondante formaggio grattugiato e olio. Aggiungere acqua fino a poco meno del bordo delle barchette di melanzane. Infornare in forno caldo per circa mezz’ora. |
Migliaccio è parola dai significati diversi secondo le regioni, ma dall'origine comune. Deriva infatti dal miglio, la cui farina era un tempo usata per numerose preparazioni oggi sostituita con quella di granturco. In Campania e' una specie di polenta cotta al forno.
Il migliaccio può essere dolce o salato. Per quello salato, nelle nostre zone, si usava aggiungere degli spaghetti e l'uva passa.
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750 g di latte 75 g di burro 90 g di semolino 300 g di zucchero 5 uova buccia grattugiata di un limone 1 bustina di vaniglia |
Portare a ebollizione il latte, a cui sarà stato aggiunto il burro, in una pentola abbastanza capace e versare lentamente il semolino; cuocere a fuoco basso, mescolando continuamente. Quando il semolino è cotto, lasciarlo raffreddare e aggiungere quindi lo zucchero, il limone grattugiato, la vaniglia, i tuorli delle uova ed infine gli albumi montati a neve. Versare l’impasto in uno stampo imburrato e infarinato e fare cuocere in forno, a temperatura media, per circa quaranta minuti. Una versione più ricca prevede l’aggiunta di uva passa, pinoli e canditi. |
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1 litro di latte 400 g zucchero 120 g di semola 150 g di burro (o strutto) 1 bustina di Vanillina buccia grattugiata di limone e arancia 8 uova un pizzico di sale qualche fetta biscottata sbriciolata finemente o pane grattugiato |
Portare ad ebollizione il latte con il burro ed un pizzico di sale, quindi togliere dal fuoco e versarvi lentamente la semola, mescolando con un cucchiaio di legno evitando la formazione di grumi. Rimettere
sul fuoco e far addensare il composto avendo sempre cura di girare per
evitare che possa attaccare alla pentola. Togliere
dal fuoco, aggiungere lo zucchero le bucce grattugiate del limone e
dell'arancia, la bustina di vanillina, mescolare tutti gli ingredienti e
lasciare raffreddare. Appena freddo il composto, aggiungervi una alla volta le uova, mescolare e porre il composto in una teglia precedentemente imburrata e cosparsa di fette biscottate sbriciolate finemente Infornare per 1 ora circa a 200/250°. Quando il migliaccio si sarà staccato dal ruoto ed avrà raggiunto un colore biondo-scuro sfornare. Servire freddo. |
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1 kg di farina di granoturco (possibilmente macinato a mano sulla pietra) acqua e sale q.b. olio d’oliva o sugna ciccioli di maiale uva passa e pinoli |
In una zuppiera mettere la farina di granoturco. Far bollire l’acqua e, bollente, versarla man mano e lentamente nella zuppiera contenente la farina e mescolare finché se ne ricava un impasto né troppo molle né troppo duro. Aggiungere uva passa, pinoli e ciccioli rimescolando il tutto. Ungere, preferibilmente con la sugna, una teglia di rame e versarvi l’impasto ottenuto. Mettere in forno e far cuocere a bassa temperatura per circa un’ora Il migliaccio ricco si ottiene aggiungendo all’impasto cotto nell’acqua bollente: salame, mozzarella, prosciutto ecc… Questo piatto veniva servito “ a tre ore ‘e juorno”. (Dorotea Buonocore) |
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400 g di farina gialla 3 salsicce 100 g di cicoli 50 g di pecorino 50 g di parmigiano 150 g di sugna sale e pepe |
Far bollire un litro e un quarto di acqua con un pizzico di sale e 120 g di sugna. Quando bolle versate a pioggia la farina gialla e, mescolando continuamente, lasciar cuocere per circa 40 minuti. Friggere le salsicce e tagliatele a fettine, aggiungere i cicoli e il pepe. Fate cuocere ancora qualche minuto, togliete dal fuoco e fate raffreddare; unite, quindi il formaggio. Ungere di sugna un ruoto e versarvi il composto, che dovrà cuocere in forno a media temperatura per circa un'ora. |
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1 kg di cicoria 300 g di fave secche olio d'oliva sale |
Mettere a mollo le fave, in acqua fredda, almeno 12 ore prima della preparazione. Pulire e lavare abbondantemente la verdura e cuocerla in poca acqua salata. Scolare le fave e cuocerle in acqua salata fin quando saranno scotte. Unire i 2 ingredienti in una terrina e condire con olio d'oliva. |
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1 kg di tubetti 600 g di fagioli 300 g di cotiche di maiale 100 g di pancetta 100 g di sedano uno spicchio d’aglio 300 g di pomodori pelati g.300 sale e pepe |
Fare cuocere i fagioli, tenuti a bagno per una notte, in abbondante acqua. Lavare le cotiche e metterle a cuocere insieme al sedano, in acqua fredda. Una volta cotte, vanno scolate e messe in una pentola dove in precedenza si sarà preparato un fondo con olio, aglio e pancetta a tocchetti. Fatto imbiondire il tutto, tirare con mezzo bicchiere di vino bianco, aggiungere i pomodori. Versare i fagioli cotti al dente, con tutta la loro acqua nella pentola con le cotiche, portate a bollore, aggiungere la pasta e portare il tutto a cottura. |
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250 g di castagne “spesse” (secche sbucciate) 500 g di farina di granoturco o semola 1 litro e mezzo di acqua 1 cucchiaio di olio d’oliva sale |
Cuocere in abbondante acqua salata le castagne “spesse” secche. Appena cotte, aggiungere l’olio e, lentamente, la farina di granoturco o semola e mescolare continuamente fino a cottura ultimata. Servire
calda. Carmela
Di Martino |
Polenta con cipolle e pomodoro
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300 g circa di cipolla 500 g di farina di granoturco 2 o 3 pomodori San Marzano o simili 2 cucchiai di olio d’oliva mezzo bicchiere di vino rosso 1 litro e mezzo di acqua sale |
Tagliare a fette sottili la cipolla, soffriggerla nell’olio d’oliva. Appena sarà dorata aggiungere il vino rosso e lasciare cuocere per 2 minuti circa; dopodiché aggiungere i pomodori e lasciare che si amalgamino con il resto. Versare l’acqua e portare ad ebollizione. A piena bollitura aggiungere lentamente la farina di granoturco e rimescolare in continuazione fino a cottura ultimata. La polenta non dovrà essere né troppo molle né troppo dura. Carmela
Di Martino |
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1 kg di riso 100 g di pancetta 1 dl d’olio d'oliva 1 verza grande 100 g di parmigiano sale e pepe 1 dado |
In una pentola, fate soffriggere nell'olio la cipolla tritata insieme alla pancetta tagliata a pezzetti. Quando il tutto sarà rosolato, aggiungetevi la verza, lavata e tagliata grossolanamente e fate cuocere, rifondendo acqua, se necessario. Quando la verza sarà quasi cotta, aggiungete il dado e tanta acqua calda occorrente per cuocere il riso. Cotto il riso, aggiungete il formaggio grattugiato, il sale e il pepe. Ci
stanno benissimo anche dei pezzetti di buccia di parmigiano, privi della
parte scura. |
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1 litro di olio d’oliva 500 g di farina rossa (granoturco) 50 g di parmigiano 25 g di uva passa 1 litro di acqua circa sale e pepe |
Far bollire l’acqua, toglierla dal fuoco e, man mano, aggiungere la farina, rimescolando in continuazione per evitare i grumi. Aggiungere un cucchiaio d’olio e il sale. Quando il tutto è ben amalgamato, aggiungere l’uva passa, il parmigiano e il pepe e far raffreddare la pasta. Fare tanti piccoli “croquettes” e friggerli in abbondante olio; passarli su carta assorbente. Gli scagliozzoli vanno serviti caldi. Amalia Gargiulo |
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per la pasta: 1 kg di farina 400 g di zucchero 400 g di sugna 200 g di acqua la raschiatura di una buccia di limone un tuorlo d'uovo 5 g di ammoniaca per pasticceria per il ripieno: 1 litro di acqua 300 g di semolino grosso 500 g di ricotta 500 g di zucchero 20 g di sale 4 uova un pizzico di vaniglia 100 g di scorzetta d' arancio o cedro tritata |
Preparare
la pasta frolla con gli ingredienti indicati, secondo la ricetta classica. Riscaldare l'acqua in un tegame e quando è quasi a bollore versarvi il semolino a pioggia facendo cuocere per dieci minuti e lasciando poi raffreddare Stemperare bene la ricotta con una forchetta e poi aggiungervi le uova, lo zucchero, la cannella, la vaniglia, i canditi ed infine il semolino mescolando il tutto in maniera da renderlo omogeneo. Stendere la pasta frolla allo spessore di meno di mezzo centimetro e distribuirvi il ripieno in mucchietti alla distanza di 10-12 centimetri fra loro e di 5-6 centimetri dal bordo. Piegare il bordo in maniera da coprire i mucchietti e con un bicchiere tagliare gli involtini a forma di mezzo cerchio. Spennellare la superficie dei dolci con rosso d'uovo e cuocere in forno a media temperatura. Una volta sfornati, spolverizzare con zucchero a velo. |
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1 kg di polmone, milza e cuore di maiale 100 g di sugna 2 dl di vino rosso 500 g di pomodori rosmarino peperoncino pane raffermo 1 foglia di alloro |
Sciacquare a lungo le interiora, sotto l'acqua corrente. Quando nell’acqua di lavaggio non ci sono più tracce di sangue, tagliarle a pezzetti e farle rosolare con la sugna. Tirare con il vino, quindi, aggiungere i pomodori tagliuzzati, infine gli odori e lasciare cuocere per un quarto d’ora. Può essere aggiunto del peperoncino piccante, se gradito. |
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2 mele rosse o gialle 1 kg di farina Americana 500 g di patate lesse 25 g di lievito di birra un pizzico di sale olio extravergine di oliva 200 g di uva passa 200 g di pinoli miele e confettini colorati |
Sbucciare le mele e tagliarle a fettine. Impastare in acqua tiepida la farina con le patate lesse, le fettine di mele, il sale, il lievito, l’uva passa e i pinoli. Di tanto in tanto immergere la mano in acqua tiepida mentre si lavora l’impasto, che sarà pronto quando è ben amalgamato e morbido. Nel
frattempo mettere l’olio d’oliva a riscaldare a bagnomaria a fuoco
lento. Per constatare la giusta temperatura dell’olio, prendere un cucchiaio dell’impasto e lasciarvelo cadere dentro: se viene subito a galla, significa che l’olio ha raggiunto la giusta temperatura di frittura. Immergere quindi, l’impasto a cucchiaiate nell’olio: le zeppole dovranno essere rigirate per farle cuocere bene. Toglierle dall’olio, farle asciugare su carta assorbente, sistemarle in un bel piatto e ricoprirle di buon miele di zucchero e guarnirle con piccoli confetti colorati. Carmela
Di Martino |
Zuppa di castagne con fagioli o pasta
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500 g di castagne 300 g fagioli o pasta 1 dl di olio d'oliva 1 spicchio d’aglio un po' di prezzemolo sale |
Lessare le castagne e privarle della pellicina o usare castagne spesse. Quindi far cuocere i fagioli, tenuti a mollo in acqua dalla notte precedente. Aggiungere l'olio, l'aglio, il prezzemolo ed il sale. A metà cottura unire le castagne e cuocere fino a che i fagioli e le castagne siano morbidi. Per le castagne con la pasta: la pasta viene aggiunta quando le castagne si sino insaporite con il battuto per circa 10 minuti. |
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