RICAMI 

il Filet

Questo tipo di attività sta scomparendo sempre più, benché nella nostra penisola ci siano ancora diverse persone che la praticano. E' un lavoro che richiede molto tempo ed una grande pazienza, se fatto a mano e con cura. Per ben spiegare tutto il procedimento è opportuno descrivere le varie fasi di lavorazione: si comincia col lavorare la rete di base, dopodiché la si mette al telaio, per poi fare sopra gli eventuali disegni.

Per poter lavorare la rete di base è opportuno poggiare quest'ultima su di un ferretto, in modo che con un altro ferretto, detto agocella, si possano tirare i fili. Ma se la si vuole rendere rettangolare, basta poggiare i capi ad una sedia, tesandoli bene. Bisogna sapere, inoltre, che la rete può essere lavorata in vari spessori, ed ogni volta che si arriva alla fine ci si fa un nodo. Per produrre un rettangolo, fino a metà della larghezza i punti si aumentano, mentre in seguito bisogna diminuirli. Tutto ciò va fatto prima di mettere la tela sul telaio.

lavorazione sul telaio

Per ottenere un buon risultato, si utilizzano vari modelli, dai quali prendere spunto per i disegni da riprodurre (è possibile ancora oggi trovare riviste specializzate in tal senso). E' utile sapere che per poter lavorare al telaio, bisogna saper eseguire il nodo piano, utilissimo per la rete. Anch’esso richiede molta pazienza. Eventualmente si sbagliasse un nodo, lo si può scucire tranquillamente. E' fondamentale che i fili, durante la lavorazione, vadano messi in modo da formare una trama, portandoli uno sopra e uno sotto, per poter formare una tela. Durante la creazione di una rete è probabile che si formino dei nodi, che ostacolano il normale svolgimento della lavorazione, ad esempio quando si fa la rete ovale per il festone.

l’Uncinetto

Anche questo tipo di artigianato sta scomparendo. Nonostante ciò, vi sono signore tanto amanti di queste cose che ancora svolgono questa attività. Costoro, pur essendo ormai anziane, per non fare scomparire questa tradizione, dedicano un po' del loro tempo a dare lezioni a ragazze desiderose di apprendere.

Si lavora singolarmente, seguendo un disegno prestabilito, fatto in un certo numero di quadratini e con i vari punti caratteristici dell'uncinetto, che rispondono al nome di catenella, maglia alta, maglia bassa e punto nocciolina. Ultimata questa prima fase, si cuciono i vari quadratini in modo da formare tante strisce della dimensione di 2,40m , che poi si accostano, cucendole insieme, per una larghezza di 3,60m. Nella quarta fase si lavora il bordo, usando sempre gli stessi punti, tenendo conto dei vari aumenti e delle varie diminuzioni. Con quest'ultima fase si conclude la coperta.

La signora ci ha mostrato, inoltre, anche un lenzuolo, al quale era stato applicato un pizzo, per poter eseguire il quale ci ha di nuovo dato una dettagliata descrizione. Come prima fase si prepara la stoffa di lino, delle dimensioni di 2,40 per 3,60m, dopodiché vi si aggiungono le federe. Quindi si lavora il cosiddetto pizzo, da aggiungere sia al lenzuolo che alle federe. Infine si cuce ai pezzi di stoffa il pizzo, con il punto cordoncino.

La lavorazione dei centrini a forma esagonale si struttura in varie fasi. Prima si lavorano singolarmente i vari pezzi, con maglia alta, catenella e maglia bassa; poi si uniscono i vari pezzi non con cuciture, ma con l'uncinetto stesso e nella terza ed ultima fase si rifinisce con il punto gambero.

il Ricamo

Una delle forme di artigianato ancora esistente è il ricamo, un'attività un tempo praticata molto nelle famiglie di Massa, soprattutto dalle nostre nonne e anche da qualche mamma appassionata a questo mestiere.

Questo lavoro, prettamente femminile, un tempo era molto diffuso, ma oggi molti lavori manuali sono sostituiti dalle macchine, e di conseguenza è molto difficile trovare qualche donna che lavori ancora manualmente. Infatti oggi, grazie alla macchina, un lavoro può finire prima, mentre una volta una lavorazione durava giorni e giorni. Oltre al tempo, bisognava anche considerare l'impegno di cui ogni capo necessita.

Oggi, ci sono ancora alcune ragazze che vanno dalle cosiddette "ricamatrici" per imparare il lavoro. Però, le ragazze appassionate sono poche, rispetto ad un tempo. Infatti, oggi, le ragazze pensano ad altre cose, hanno altri passatempi, sono coinvolte in altre attività. Molte signore del passato hanno imparato da sole il mestiere, per tanti motivi. C'era chi andava al lavoro e badava alla famiglia, chi faceva più di un lavoro e via di seguito.

Il ricamo è sempre stato importante per molto tempo, le donne ne erano appassionate, ma oggi la mentalità è cambiata. I lavori di ricamo si regalavano anche nelle feste importanti, mentre oggi questa è una tradizione scomparsa. Un lavoro fatto a mano è sempre stato apprezzato. Oggi, poter imparare a fare questo mestiere è più facile. Infatti, ci sono anche delle riviste in edicola che spiegano tutto, mentre un tempo, no. Tutto bisognava scoprirlo.

Noi ragazzi abbiamo avuto una testimonianza diretta con una esperta ricamatrice, la quale ci ha parlato e mostrato, in vari incontri, il suo lavoro. Prima di tutto, ella ci ha presentato i vari attrezzi da lavoro, che sono: punteruolo, ago, forbici, forbicine, telaio, metro, disegno. Quest'ultimo può essere preso da riviste o fatto direttamente dalla sarta. Dopo averci presentato i vari attrezzi, ci ha parlato delle varie stoffe utilizzate, cioé seta, cotone B4, B6.

Per poter ricamare, c'è bisogno che una persona sappia applicare tutti i punti necessari. I più comuni sono il punto "croce", che è il più facile da fare, ma sul tessuto adatto; un altro tipo è quello "inglese", che si lavora prima sul telaio, poi si ritaglia e dopo si continua a lavorare a mano; c'è il punto "palestrino" e il punto "pieno", che si riempie prima sotto e poi sopra; ancora, ci ha descritto il punto "erba", che ogni tanto si chiama punto "bloccatello"; esiste anche il punto "margherita". Ci sono molti altri punti, ovvero quello "sabbia", "piatto", "nodini" o punto "d'amore", punto "ombra" e punto "pieno".

Quando si inizia un lavoro di ricamo, la stoffa da utilizzare è proporzionata alla grandezza del disegno da riprodurre. Se si vuole fare un centrino, si mette la stoffa sul telaio, il quale viene chiuso molto stretto, dopodiché si inizia a ricamare. Per fare un lenzuolo c'è bisogno di un'intera giornata solo per tagliare la stoffa, che non è mai diritta. Per livellare, quindi, si staccano prima le federe, con l'aiuto del metro. Per fare le federe, bisogna tagliarle a misura, poi calcolare 13 cm di stoffa per la piega. Tirando il filo, si segna questa piega. Dopo, si fa lo stesso con il lenzuolo intero, e solo allora si può cominciare il ricamo vero e proprio. Per preparare un disegno, ci si possono impiegare anche due giorni. Dipende da com'è ricco di particolari, considerando che in ogni lavoro ci possono essere tantissimi punti.

Per il ricamo, il tessuto migliore è il lino, ma è usato anche il cotone, la seta ed altri ancora.

Il "chiacchierino" e il "tombolo" sono applicazioni che si usano per il ricamo.

Fatta questa dimostrazione, la ricamatrice ci ha dato un saggio del suo lavoro, mostrandoci come si esegue il punto "pieno".

(Tratto da ALLA RISCOPERTA DELL’ ARTIGIANATO LUBRENSE

Studio realizzato dalla III A (94/95) della S.M.S. Bozzaotra

in collaborazione con Archeoclub d'Italia - Sede di Massa Lubrense)