PUOLO

La
Marina di Puolo (frazione di Massa
Lubrense) si trova esattamente a metà strada fra la Marina Grande di Sorrento e la Marina
della Lobra e a tale proposito si narra l'aneddoto di Sardella. Questi era
un pescatore della Marina Grande che
faceva da Caronte ai viaggiatori che, una volta giunti a Sorrento, avessero voluto proseguire per Massa via mare senza dover affrontare la sconnessa mulattiera. Un
giorno sbarcò a Sorrento un
viaggiatore il quale, pur volendo evitare il percorso terrestre, non era
assolutamente disposto ad accettare di pagare la somma richiestagli per il
passaggio, ma pretendeva di pagarne solo la metà. Dopo una lunga ed estenuante
trattativa, Sardella cedette alle insistenze del viaggiatore, lo fece
salire in barca, intascò i soldi, e incominciò a remare alla volta di Massa.
Giunti a Puolo accostò, fece scendere il passeggero facendogli credere che
si trattasse della Marina della Lobra
(approdo di Massa Lubrense) e se ne
tornò tranquillamente alla Marina Grande.
Di qui nasce la tradizione, che ormai solo pochi mantengono viva, di dire:
"Chesta è Massa - dicette Sardella"
al passaggio davanti alla Marina di Puolo
.
Come si è detto, il rivo che sfocia sulla spiaggia di Puolo segna l'inizio della costa di Massa Lubrense, il cui territorio comprende tutta la punta della Penisola ed ha uno sviluppo costiero di oltre 20 chilometri.
Alle spalle dell'antico abitato si vedono 'e Tese, regolarissime rampe zigzaganti che collegano la marina con la rotabile Massa-Sorrento che corre 100 metri più in alto. Sulla spiaggia c'è uno stabilimento balneare, vari ristoranti e bar, tabaccaio e posto telefonico pubblico. Al di là della spiaggia c'è la banchina della cava, ad essa attraccavano i pontoni che venivano qui a caricare le grosse pietre calcaree che servirono per la costruzione della diga foranea del porto di Napoli. Questo specchio d'acqua è riparato da un molo di un centinaio di metri all'esterno del quale si trova una spiaggetta.
Quella di Puolo è stata l'ultima cava della penisola sorrentina a chiudere; è
infatti rimasta attiva fino agli anni sessanta. Attualmente il piazzale della
cava è diventato un enorme parcheggio raggiungibile dalla provinciale
Sorrento-Massa attraverso una strada a pedaggio che attraversa quella che fu la proprietà di Achille
Lauro, il Comandante. La piccola baia compresa fra lo sperone calcareo del Capo
di Massa e la tramoggia che serviva per caricare i barconi di pietrisco e
ghiaia ha il nome di Portiglione. La
tramoggia ha preso il posto dei Templi di Giunone ed Ercole che sorgevano su Capo Croce, completamente eliminato dalla cava. A questa baia
appartiene anche un altro toponimo locale Sotto
Aulivo, ma con tale nome i sorrentini intendono indicare le acque ai piedi
della parete di destra, mentre a Puolo
è l'equivalente di Capo Croce, o
meglio di ciò che ne rimane.
(da Le Coste di Sorrento e di Amalfi di Giovanni Visetti )
In
fondo al bellissimo seno chiuso dai capi di Massa e di Sorrento, vi è una vasta
e magnifica spiaggia, dove sorge un certo nucleo di abitazioni, in gran parte di
pescatori. Dalla splendida villa di Pollio Felice trasse il nome la contrada, e
i ruderi che si trovano nei dintorni attestano tuttora l'antico splendore di
quel luogo. La più gran parte della marina appartiene a Massa, mentre una
piccolissima frazione, ad oriente, va con Sorrento. Il confine era segnato da
uno scoglio detto Petrapoli, ora ricoperto dall'arena alzatasi sulla spiaggia.
Quivi era l'antica chiesa di S. Erasmo e verso ponente vi è la cappella
dell'Addolorata. Più in alto, nella casa Maldacea, ora Caso, vi è la cappella
di S. Anna. E più verso il capo di Massa vi era l'antica chiesa di S.
Eustachio. La tradizione dà alle arene di Puolo una virtù prodigiosa contro le
malattie.
(da Storia di Massa Lubrense di R. Filangieri)
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collage di Claudio Esposito Associazione per la Tutela di Puolo |