NOVITA'

EDITORIALE

 Le prugne

  del Vescovo

cronaca di una

lite giurisdizionale

nella Massa Lubrense

del XVI secolo

 


di Francesco SEPE

  

Archeoclub d'Italia

sede di Massa Lubrense

 

Ancora una pregevole pubblicazione edita dalla sede di Massa Lubrense dell’Archeoclub d’Italia. Autore del lavoro è il socio Francesco Sepe. Di professione ingegnere dell’ENAV a Roma, Franz e già noto nell’ambiente culturale sorrentino quale appassionato ricercatore di patrie memorie.

La cronaca, ambientata nella Massa Lubrense del XVI secolo, è stata ricostruita sulla base di alcuni documenti relativi a processi criminali rinvenuti dall’Autore presso l’Archivio Segreto Vaticano ed archivi ecclesiastici locali.

Le fonti degli anni 1586-1587 ci restituiscono anche molti risvolti curiosi ed interessanti; insospettabili nella Massa Lubrense di quel tempo. Troviamo ad esempio: quattro preti prigionieri nelle ‘allegre’ carceri vescovili che nottetempo escono per fare incetta di prugne nell’adiacente giardino; uno di questi che se ne va in giro per il paese armato di scoppetta bestemmiando ed alternando le pratiche ecclesiastiche con quelle di cacciatore di taglie ed addirittura attentando alla vita di un notaio; l’apertura di un processo criminale a suo carico; una donna testimone nel processo, circostanza più unica che rara a quei tempi ed altre situazioni che appaiono paradossali ai nostri giorni.

Protagonista è il prete Don Domenico de Marino, che, per i terribili reati di cui viene accusato, diventa inevitabilmente la pecora nera della sua nobile famiglia. I de Marino, infatti, rappresentarono una delle più importanti ed influenti famiglie massesi del tempo, ed addirittura lo storico locale Giovan Battista Persico (1644) sostiene l’appartenenza a questa famiglia del sommo poeta napoletano Gian Battista Marino.

La rigorosa ricostruzione della complicata vicenda ci svela situazioni che vanno ben al di là dell’interesse locale, di cui le ‘prugne’ rappresentano un aspetto assolutamente marginale ma offrono il pretesto per il simpatico titolo del libro. Cardine della storia, è invece la sottrazione del prete de Marino dalle carceri vescovili da parte del potere regio, episodio che innescò una violenta lite giurisdizionale tra il vescovo e il capitano. Immancabili le scomuniche inferte sia al capitano Cesare Rocco che al sindaco, Antonino De Turris. La lite giurisdizionale, una delle tante che immiserì il nostro Mezzogiorno nel XVI secolo, dopo aver interessato il Nunzio apostolico e il Viceré a Napoli, travalicò i confini del Regno di Napoli per giungere fino al soglio Pontificio, retto da Sisto V.

La storia, condita con un pizzico di ironia, ci viene proposta in una forma inconsueta, ma rigorosamente. basata sulle fonti. Essa è ottenuta, infatti, ‘cucendo’ con incredibile pazienza centinaia di brandelli di storie tratte direttamente dalle testimonianze del processo a carico del de Marino, trascritte dalla viva voce dei testimoni, spesso nella pura parlata dialettale massese del tempo. Un libro che, in tal modo. diventa esso stesso un unico grande documento e ci restituisce uno spaccato della Massa di fine cinquecento in gran parte inedito.

Il lavoro, che ha vinto il primo premio nel concorso “Riccardo Filangieri di Candida” (sezione saggi inediti), bandito dall’Amministrazione Comunale di Massa Lubrense nel 2000, viene pubblicato nella raffinata veste grafica realizzata dalla nota casa editrice Eidos di Castellammare di Stabia.

Le 145 pagine, formato 12x20 cm, con l’intrigante premessa di Stefano Ruocco, sono arricchite da numerose immagini, il glossario, una carta dei toponimi e dotte e corpose note integrative. Il costo è di 10 euro e la distribuzione è affidata alle librerie Capsa, Tasso e Del Duca di Sorrento, Marisella Orsi di Massa e Pro Loco due Golfi. Ai soci, che si rivolgono direttamente alla sede, viene applicato uno sconto del 30% sul prezzo di copertina.