PRESEPE VIVENTE di Torca 

tutte le foto della X edizione 2000/2001


XI edizione - 2001/2002

 5 e 6 gennaio 2002

dalle ore 17.30 alle 19.30

 

LE FOTO


giovedì  27 dicembre 2001, alle ore 18.30, nella chiesa di San Tommaso Apostolo a Torca

sarà presentato il libro 

Il presepe vivente di Torca - Massa Lubrense, Natale 2000 


A Torca, frazione di poco più di mille abitanti, il Presepe Vivente è divenuto ormai una delle più attese manifestazioni natalizie a sfondo religioso e culturale. Nel tempo ha ottenuto un successo di pubblico sempre crescente, arrivando a contare oltre 10.000 visitatori per edizione. Allestito fra le case di Monticello, il Presepe Vivente (prima edizione Natale 1988) ha un calendario abbastanza fitto di rappresentazioni nel periodo delle festività natalizie. La manifestazione, finanziata solo in parte dal Comune, è frutto di un intenso lavoro di volontari (riuniti nel Comitato Presepe Vivente) che già dal mese di ottobre prestano gratuitamente la propria opera per la costruzione del villaggio e la preparazione dei costumi.  

La tradizionale manifestazione paesana ha il pregio di riunire e coinvolgere circa 200 persone tra anziani, giovani e bambini, facendole lavorare insieme e presentandosi dunque come espressione di solidarietà, al di là della poesia, dell'emozione religiosa e del romanticismo. Lontani dai bagliori delle decorazioni natalizie, la tenue luce delle fiaccole conferisce ai vicoletti ed antichi edifici quella magica semplicità per cui è impossibile non sentirsi tutti più buoni.  

Gli oltre cento figuranti, animando una quarantina di scene, fanno rivivere scorci di vita quotidiana riproposta, in questa piccola Betlemme nostrana, come una comunità contadina tipica dei primi anni del Novecento. Come per magia il passato rivive con il suo caratteristico paesaggio, il suo folklore e le sue tradizioni, riprendono vita quegli antichi mestieri quasi dimenticati: ecco il mulinaro, che trasforma i chicchi di grano farina facendo girare la mola, il fabbro che batte il martello sulla sonante incudine, il ciabattino ed il canestraio che ripetono gli antichi gesti, le donne che impastano il pane per le povere mense, la classica famiglia contadina, stretta intorno al focolare e poi ancora il falegname, lo scalpellino, l'arrotino, il piattaro...  

Ci sono le donne che lavorano al telaio, si trova il lattaio che prepara formaggio e ricotta, il calzolaio, giovani filatrici che cardano la lana, la vita pullula nell'allegria di un'osteria, con tutto il loro sapore di antichità. Caratteristico è poi il frantoio rupestre: l'asino bendato gira e trascina le macine della vasca dando il via alla molitura delle olive. Ogni cosa sembra essersi fermata e ci si sente parte di un mondo contadino.

Il belare delle pecore annuncia l'arrivo alla grotta, dove si vive nella pienezza l'essenza e lo spirito del Natale. L’asino ed il bue riscaldano il Bambino, Maria e Giuseppe; piccoli pastorelli adorano il Salvatore portando in dono pecorelle, conigli, ecc. Alla fine del caratteristico percorso è d'obbligo l'assaggio ... ed anche di più ... delle caratteristiche zeppole annaffiate da vino locale.