La presa di Capri del 1808

villa rossiDopo aver precocemente accolto i valori libertari della rivoluzione francese del 1789, immolando tre suoi benemeriti figli nella Repubblica Napoletana del 1799, Massa Lubrense partecipò da protagonista anche al “decennio francese” (1806-1815), che vide alternarsi sul trono di Napoli prima Giuseppe, fratell dell’imperatore Napoleone, e poi il cognato Gioacchino Murat.
A seguito dell’occupazione inglese dell’isola di Capri del 13 maggio 1806, il territorio massese giocò ben presto un ruolo determinante nello scacchiere militare marittimo, favorito anche dalla posizione strategica a cavallo dei Golfi di Napoli e di Salerno.

La costa lubrense divenne così una ‘frontiera di mare’, presidiata da oltre 800 uomini al comando del Generale Merlin, distaccati a difesa del Regno tra Sorrento e Positano.

Dopo i tentativi infruttuosi operati da Giuseppe Bonaparte nel 1807, toccò al neo sovrano Gioacchino Murat attuare quella memorabile impresa che portò – in appena quaranta giorni dal suo ingresso in Napoli (6 settembre 1808) – alla riconquista dell’Isola Azzurra, che gli valse il titolo di “grande ammiraglio della flotta francese”.

La battaglia, diretta dallo stesso Murat, durò dal 4 al 17 ottobre 1808. La firma della resa inglese da parte di Sir Hudson Lowe avvenne a Massa Lubrense nella Villa del possidente napoletano Andrea Rossi, in località Annunziata, presso la quale il Re era ospite fin dalla sera del giorno 12.
Una lapide marmorea collocata sulla facciata principale dell’edificio, sintetizza efficacemente l’impresa:

DA QUESTA CASA
GIOACCHINO MURAT
NELL’OTTOBRE DEL MDCCCVIII
SEGUIVA E INVIGILAVA
LA GESTA ARDIMENTOSA
DI SOLDATI FRANCESI E NAPOLETANI
CHE STRAPPARONO CAPRI AL NEMICO
E QUI DETTAVA I PATTI DELLA RESA
ILLUSTRANDO CON QUELLA VITTORIA
LA SUA ASCESA AL TRONO DI NAPOLI
MASSA LUBRENSE
DALLA CHIOSTRA DEI SUOI COLLI
TESTIMONE DELL’EVENTO
PONE QUESTO RICORDO
MCMXXVIII A.VI