OLIVO (Olea europaea L.)

E' sicuramente un albero il cui riconoscimento non dovrebbe crea­re dei problemi grazie all'inconfondibile colore grigio-argenteo della sua chioma. Anche le sue foglie, come quelle del Leccio, sono un tipico esempio di adattamento al clima arido estivo con la presenza di peli nella pagina inferiore e di una netta sclerofillia. L'Olivo presenta però un'ulteriore particolarità: la forma delle sue foglie si modifica nettamente al variare della quantità di acqua disponibile, e quindi indirettamente al variare delle stagioni. Nel periodo invernale la foglia si presenta normalmente distesa e piana in maniera tale che, facendone una sezione trasversale, essa appare più o meno lineare.

In estate i margini della foglia si piegano verso il basso e verso l'interno. In questo modo si viene a formare una specie di camera d'aria che isola e protegge ulteriormente gli stomi. In pratica, osservando una sezione della foglia quando c'è penuria d'acqua, questa potrebbe ricordare un "3" ruotato di 90 gradi e con le aperture verso il basso.

I popoli del Mediterraneo sono stati sempre legati a quest'albero che forniva loro un frutto pregiato come le olive che, oltre ad essere mangiate fresche o in salamoia, fornivano un ottimo olio, ancora oggi alla base della cosiddetta dieta mediterranea. Anche il legno, grazie alla sua straordinaria durezza, veniva e viene tuttora utilizzato per lavori di artigianato; Ulisse costruì il suo letto nuziale con un unico enorme olivo che aveva il tronco a guisa di colonna.

Forse per riconoscenza nei confronti di un albero che forniva una tale ricchezza i popoli del Mediterraneo gli hanno conferito un ruolo di primaria importanza nelle loro religioni. Per i Greci era sacro a Minerva e anche nella Bibbia lo si trova citato varie volte. Noè dedusse che le acque del diluvio universale si erano ritirate da un rametto d'Olivo riportato dalla colomba; Gesù, dopo l'ultima cena, si ritirò a pregare ai piedi del monte degli Olivi e ancora oggi il ramoscello d'Olivo è considerato simbolo di pace e viene benedetto al posto delle palme nella domenica precedente la Pasqua.

Anche in Penisola l'importanza dell'Olivo è resa evidente dalla grandiosa opera di terrazzamenti con i quali i contadini locali hanno creato i presupposti necessari per la sua coltivazione.