'e nucelle

Similmente a molti altri giochi anche questo, in tutte le sue varianti, aveva una sua particolare stagione e questa era ovviamente quella autunnale e invernale con il raggiungimento del massimo dell'attività nel periodo natalizio. Ciò non dipendeva solo dal fatto che 'e nucelle (le nocciole) erano reperibili in quel periodo, ma anche dal fatto che era considerato proprio il gioco tradizionale di Natale. Però il periodo si allungava poiché c'era sempre chi anticipava i tempi non appena fossero pronte 'e nucelle nuove e chi continuava a giocare fin quando non fossero state mangiate tutte.

'a fossa

Questo specialità era talmente popolare da coinvolgere non solo i ragazzi, ma anche parecchi adulti e non era giocata soltanto per strada. Infatti si dice che, più o meno fino alla seconda Guerra Mondiale, in ogni vecchia casa ci fosse almeno una buca per giocare a nucelle; a volte era scavata vicino ad una parete, altre volte era ricavata alzando un'intera riggiola (mattonella) o un pezzo di essa.

Al gioco potevano partecipare due o più persone e di volta in volta si decideva quale fosse la posta in palio e quindi ognuno metteva in ballo quello stesso numero di nucelle. Il campo di gioco era costituito da una buca ('a fossa) di una decina di centimetri di diametro, abbastanza profonda e capiente da accogliere anche tutte 'e nucelle insieme, e da una linea. Questa veniva tracciata con i soliti metodi rudimentali ad una distanza che poteva variare da un minimo di un paio di metri fino ad un massimo di 7 o anche 8 metri dalla fossa. Il gioco consisteva nel lanciare le nocciole verso la buca, stando dietro la linea, tentando di   farcene rimanere dentro una certa parte.

Questo tipo di gioco con le nucelle aveva numerose varianti, ma tutte erano più o meno simili e avevano un elemento in comune: si doveva dichiarare quante nocciole si sarebbero mandate nella buca e quante fuori, e in nessun caso erano previste vincite parziali. Ovviamente il tipo di scommessa, il numero delle nocciole da lanciare e la larghezza della buca influivano sulla distanza fra la fossa e la linea, e viceversa.

In alcuni casi si decideva da prima quello che sarebbe stato l'obiettivo comune per tutti i giocatori per tutta la durata del gioco e si attribuiva la vincita a chi avesse ottenuto il miglior risultato. Per ricominciare si doveva stabilire di nuovo una posta e ognuno doveva sborsare altre nucelle; poi si vuttava 'o tuocco e chi doveva tirare per primo dichiarava qual'era l'obiettivo per quel giro.

Altre volte ogni giocatore poteva dichiarare una qualunque combinazione a condizione di mandarne almeno una dentro (mandarle tutte fuori sarebbe stato troppo facile). Scelto quindi il suo obiettivo (una a int' e 'o riesto a fora; cinque dentro e tre fuori; tutte dentro; ecc.) il giocatore si piazzava dietro la linea, si sistemava 'e nucelle in una mano, e poi le lanciava tutte insieme verso il buco fatto nel terreno. Se avesse ottenuto esattamente il risultato voluto avrebbe vinto tutte 'e nucelle in gioco (indipendentemente dal numero di nocciole dichiarate e imbucate), altrimenti passava la mano e si andava avanti così fino a quando un giocatore non fosse riuscito a realizzare la combinazione dichiarata.

Un'altra variante prevedeva due o anche tre tiri a testa avendo, per esempio, come obiettivo unnece int' a doje vote (undici in due volte). Ciò significava che si doveva mandare un totale di undici nucelle nella fossa in due tiri. Al secondo tiro si tiravano comunque tutte 'e nucelle, quindi anche quelle finite in buca con il primo tiro.

Giocando in questo modo, cioè su più tiri, c'era anche la possibilità di stabilire un obiettivo preciso per ciascuno di essi; per esempio una a fora e una a fora, cioè si dovevano imbucare tutte tranne una per ciascun lancio. Pare che il gioco più diffusamente praticato fosse o cinque o sei int' a doje vote, si trattava cioè di imbucare un totale di cinque o sei nocciole sommando i risultati di due tiri.  

Anche in dipendenza del metodo di lancio erano previste delle varianti. Per esempio esisteva il gioco a vutta' (a buttarsi) che era identico in tutto e per tutto a quanto esposto finora con la sola differenza che, a chi lanciava 'e nucelle, era consentito buttarsi in avanti e quindi avvicinarsi alla fossa per quanto si era alti e per quanto era lungo il braccio. Ovviamente chi partecipava al gioco a vutta' tentava di sfruttare al massimo questa possibilità e lasciava 'e nucelle solo un attimo prima di toccare terra con il corpo. Per capire con che agonismo si partecipasse a questo gioco basti pensare che, per questo motivo, i ragazzi tornavano quasi sempre a casa con le ginocchia e gomiti sanguinanti e spesso anche con qualche livido sparso sul torace.

Altri tipi di lancio delle nucelle erano a sottacoscia e a nasommano. Come è facile intuire, nel primo caso si trattava semplicemente di lanciare le nocciole verso la fossa facendole passare al di sotto della gamba, tenuta alzata da terra.

Quando invece si giocava a nasommano si doveva effettuare il tiro tenendosi il naso con l'altra mano; le nucelle dovevano quindi passare in questa specie di cerchio costituito da braccio, spalla, collo e mento.

Altre volte si lanciavano 'e nucelle stando molto vicino alla fossa (la linea non si tracciava per niente) e in questo caso le si dovevano scagliare tutte all'interno del piccolo buco e farne rimbalzare fuori una certa parte.  

Uno dei trucchi/imbrogli nel gioco delle nucelle era quello di mettere insieme alle altre una nocciola vuota ('a nucella vacante) che provocava una doppia conseguenza. La prima era che quando un avversario se ne fosse accorto sarebbe nato un appiccico essendo questa una truffa bella e buona perché una nocciola senza frutto non aveva alcun valore e quindi non si vinceva niente. La seconda era invece semplicemente un effetto meccanico in quanto 'a nucella vacante, essendo molto più leggera delle altre, il più delle volte, anche se la si fosse lanciata esattamente nella fossa, sarebbe rimbalzata fuori. Ciò significa che, essendo a conoscenza della sua presenza, si poteva già sapere che sarebbe andata a finire fuori.

Per quanto riguarda proprio l'azione del lancio, un trucco al limite del regolamento era quello di porre una o due nucelle (quelle che si intendeva mandare fuori) separate dalle altre, arretrate rispetto a quelle che erano destinate alla fossa. Si tenevano sul polso se le altre erano nel palmo e nel palmo se le altre fossero state sulle dita. Chiaramente le nocciole poggiate più dietro avrebbero ricevuto una spinta molto minore e quindi si sarebbero fermate prima, fuori della buca.

'o muntuniello o 'a paratella

Questo altro modo di giocarsi 'e nucelle era molto più semplice. Ogni giocatore doveva mettere in gioco una posta e si doveva fare in modo da raggiungere un numero totale che fosse divisibile per quattro. Infatti si disponevano poi tutte le nucelle sul campo di gioco in modo da formare una linea di muntunielli (mucchietti, detti anche paratelle). Ognuno di questi era formato da quattro nocciole disposte a piramide, tre ne costituivano la base e la quarta veniva sistemata in cima; alcune volte al posto della quarta nucella si metteva una moneta che quindi diventava la parte più consistente della posta in gioco.

Come al solito si menava 'o tuocco per decidere il turno di tiro e quindi il primo lanciava una nucella tentando di far cadere almeno una piramide. Nel caso vi fosse riuscito, vinceva le quattro nocciole (o le nocciole e la moneta) e aveva diritto ad un altro tiro; poteva continuare fin quando fosse riuscito a centrare almeno un bersaglio. Al primo tiro sbagliato si doveva fare da parte e il giocatore seguente aveva diritto a cominciare a lanciare la sua nucella verso 'e muntunielli. A volte, quali proiettili per abbattere 'e paratelle, si usavano anche delle monete.

Anche questo gioco era molto amato, tanto che per continuare a praticarlo anche quando fossero state mangiate tutte 'e nucelle si usavano 'e carusi d''e cresommole (i noccioli delle albicocche), conservati all'uopo e praticamente eterni non essendo commestibili.

tratto dal libro di Giovanni Visetti - disegni di Raffaele Mellino

Barracca 'o Rutunniello, Cavallo Cavallo mantieneme 'ntuosto ed altri giochi dimenticati