NERANO
Nerano
è fabbricato positivamente sotto la falda del Monte di San Costanzo in modo che
il Monte gli leva il Sole molte ore prima di tramontare; per cui nell’estate
si gode fresco nelle ore vespertine; è distante dalla Città due miglia.
Vi
è in questo Casale da notarsi una Chiesa Madre dedicata al Santissimo Salvatore
ed una Confraternita laicale col titolo dell’Invocazione del Rosario. Questo
Casale possiede la bella marina del Cantone; i suoi abitanti ascendono a 500;
aveva un tempo anche una Grangia di Martiniani.
Una tradizione fa derivare il suo nome da una ipotetica villa di Nerone. La prima notizia del casale è del 1390, allorché le galere dei Durazzeschi vi operarono uno sbarco, facendovi gran danno. Qui è detto Anarano, ma in altri documenti troviamo Inerano, e Jnderano, forme che escluderebbero l'etimologia da Nerone.
(da Storia di Massa Lubrense di R. Filangieri)
Nell'inverno 1963 l'abitato di Nerano rischiò di essere raso al suolo da un movimento franoso che ebbe origine dal crinale delle Tore di Termini.
La
lentezza con cui avanzò il fronte della frana permise di limitare i danni alle
cose ed agli edifici e di non avere vittime. Infatti l’enorme massa di fango
incominciò a muoversi dal crinale delle Tore, quindi dall’area nella quale
oggi si trova la pineta (successivamente piantata per il consolidamento del
terreno) la sera del 19 febbraio 1963 e, muovendosi ad una
velocità media di appena 9 metri all’ora, impiegò quasi due giorni per
giungere al ponte della strada Termini - Nerano. Qui a causa
dell’attraversamento stradale, e quindi della strettezza dell’impluvio, la
lingua di frana rallentò ulteriormente e solo a valle del ponte (che fu
completamente distrutto) riprese velocità e terminò a Marina del Cantone la
mattina del 25 febbraio.
La
causa determinante dell’evento franoso fu la pioggia copiosa; il 16 febbraio,
quindi tre giorni prima, caddero oltre 100 mm di pioggia e le precipitazioni
continuarono fino al 24. “L’eccezionale
allungamento della lingua di frana è stato dovuto alla sfavorevole
concomitanza del movimento del
materiale in frana con la caduta della pioggia.”