PREMESSA

 

Al solo scopo di rendere più scorrevole la lettura, sono state apportate alcune lievi modifiche al testo originale.

E’ stata ridotta la punteggiatura eliminando tutti i ":" dopo ogni numero cardinale, i "." dopo ogni ordinale e parte delle virgole che nell’originale compaiono prima di ogni che, ove, cui, ecc., non sempre in modo opportuno.

Sono stati aggiunti gli accenti ove c’era rischio di confusione. Per esempio mancavano quasi sempre sui dando l’impressione, a prima lettura, che si trattasse di un ne partitivo costringendo quindi il lettore a rileggere con più attenzione. Egualmente varie è non erano accentate. Al contrario sono stati eliminati degli accenti cambiando in da, in quanto di trattava di preposizione, ed anche i quì in qui. Sono stati invece lasciati invariati gli apostrofi e non sono stati aggiunti dove ci sarebbero voluti (p.e. un altra) in quanto non c’è possibilità di errore.

Parimenti sono state lasciate tutte le sillabazioni originali, corrette per l’epoca, non più in uso (p.e. obblio, publica, intiero, ec., e così via)

Alcuni vocaboli che compaiono con due diverse forme sono stati lasciati invariati e quindi si leggerà sia Monisteri che Monasteri, Napolitani e Napoletani, Castellamare e Castellammare, Affrica e Africa, ecc.).

Sono stati invece corretti alcuni evidenti refusi, così si troverà Palma e non più Parma, Nerano e non Neraro, Capo di Penna e non Panna, vescovi Castaldo e non Casfaldo, Schisani e non Schiani, ed altri simili.

Il termine Cratere si riferisce talvolta ad un cratere vero e proprio, ma più spesse sta ad indicare il Golfo di Napoli, anticamente così designato; si incontra più volte l’arcaico eziandio che significa anche, ancora, altresì (dal latino etiam seguito da Dio).

Sono stati rispettati i capoversi e anche per quanto riguarda le maiuscole ci si è attenuti all’originale, che talvolta, perfino in uno stesso periodo, presenta una stessa parola con l’iniziale scritta una volta maiuscola e un’altra minuscola.

Nelle note compaiono le conversioni in centimetri, metri e chilometri delle misure e distanze espresse nel testo in palmi, piedi, passi, tese, miglia e leghe.

Le opere citate nel testo di Gennaro Maldacea sono:

In appendice si è ritenuto opportuno inserire anche “Massalubrense Antica” scritta da Francesco Saverio Maldacea, nipote di Gennaro, nel 1881.

Per questo testo non sono state fatte modifiche rispetto all’edizione precedente. Faccio solo notare che Francesco Saverio scrive sempre Massalubrense e non Massa Lubrense e Caprolla in luogo di Crapolla. Inoltre il Golfo di Salerno è talvolta detto Posidoniate, altre volte Seno Pestano.

I due testi riprodotti in questo volumetto sono stati già ripubblicati nel 1977, insieme con altri scritti, in un’edizione pregiata su carta a mano d’Amalfi a cura di Benito Iezzi, Edizioni il Sorriso di Erasmo.

 


NOTE

  1. un miglio napoletano (= 1000 passi = 7000 palmi) equivaleva a circa 1850 metri, quindi 24 miglia sono poco più di 44 km, 30 miglia oltre 55 km e 16 miglia circa 29.5 km

  2. 200 piedi corrispondono a circa 65 metri, 1 lega a circa 4500 m, quindi 2 leghe equivalgono a  quasi 9 km

  3. isola più comunemente conosciuta con il nome di Ferdinandea, emersa “fra Pantelleria e la costa di Sciacca, precisamente nel passo detto Secca del Corallo. Nacque da vulcanica formazione per eruzione sottomarina avvenuta nei primi giorni di luglio 1831; nel dicembre fu ricoperta dalle acque: ma nel 1832 rimase di nuovo in secco” (da F. C. Marmocchi “Dizionario di Geografia Universale” vol. II – Sebastiano Franco e Figli e Comp. – Torino, 1858)

  4. attualmente Erca

  5. oltre 30 metri

  6. quasi 2800 m (la tesa equivaleva al passo)

  7. circa 180m

  8. 26-52 cm

  9. toponimo di origine araba; ancora oggi attivi, i vulcanelli di Macalube (a nord di Agrigento, fra questa città e Aragona) sono piccoli crateri che emettono melma biancastra

  10. circa 2,11 m

  11. circa 2,17 m

  12. 1573: per le date di elezione e morte dei Vescovi precedenti il Filangieri rileva altre inesattezze, ma sempre restando nel dubbio. La correzione di questa data e delle successive annotazioni sono invece basate su documenti certi

  13. 1582

  14. 1604

  15. questo è l’anno della sua morte, fu invece eletto nel 1678

  16. 1685

  17. chiaramente errate le date; in effetti fu Vescovo di Massa dal 23 gennaio 1702 al 24 gennaio 1738

  18. Vescovo nativo di Torca, eletto nel 1739 e morto nel 1745

  19. 1788

  20. il collegio dei Canonici addetti alla chiesa Cattedrale

  21. religioso addetto al servizio o alla celebrazione del culto in una determinata settimana

  22. in origine capo dei notai pontifici e della cancelleria imperiale, in seguito dignitario con attribuzioni di direzione e sorveglianza nell’ambito di Capitoli, Collegiate o Confraternite; primo tra i Canonici

  23. oltre 3 km

  24. attualmente Nula

  25. 25 - oltre 3 km

  26. pesce dei ciclostomi (petromyzon marino), anguilliforme, bocca ventosiforme circolare provvista di denti cornei; gli adulti misurano da 60 a 100 cm e pesano fra 1,5 e 2,5 kg. Vive da parassita aderendo al corpo dei pesci dei quali succhia il sangue; provoca in questi un’emorragia continua che li porta alla morte. Attualmente è poco diffusa nel Mediterraneo, ma anticamente era più comune ed in tutta Europa era considerata una autentica leccornia.

  27. o adoha, contributo in danaro richiesto ai dispensati dal servizio militare in modo da consentire al signore di procurarsi milizie mercenarie più sicure. Il vassallo che in caso di guerra non prestava servizio nelle milizie del suo signore e non pagava l’adoa decadeva dal feudo

  28. tassa imposta dalla Chiesa sui benefici incorporati a taluni istituti religiosi in sostituzione della tassa di successione non percepibile per la mancata estinzione degli istituti stessi

  29. questa è l’unica nota dell’originale e pertanto è stata lasciata in calce testo

  30. manca il ventesimo Vescovo di Massa Andrea Schisani indicato come Massese, vedi pag. 39

  31. ufficio di baglivo, giudice inferiore, pubblico ufficiale con attribuzione e autorità diverse secondo i luoghi e i tempi