Dalla collaborazione tra la sede lubrense dell’Archeoclub d’Italia, l’associazione “Luigi Bozzaotra” di Massa Lubrense e la EIDOS Nicola Longobardi Editore, nasce, in elegante veste editoriale, una pubblicazione impegnativa e rigorosa, che, analizzando la realtà storico-artistica e geografico-economica della Città di Massa Lubrense nella Terra delle Sirene, ne ripercorre le tappe più significative, riscoprendone le antiche radici marinare.

Peppe Esposito – Stefano Ruocco

 LA LOBRA 

 culla della Città di Massa Lubrense

formato cm 24x34, 304 pagine, 420 illustrazioni in bicromia e a colori - Lire 100.000 (i.i.)

Un lungo ed affascinante viaggio nello spazio e nel tempo che, partendo da Marina della Lobra, fa riscoprire al lettore l’antica Città di Massa, la costa e l’intero territorio, per passare da Napoli, solcare il Mediterraneo e giungere a Wellington, in Nuova Zelanda, attraverso oltre cinque secoli di ‘storia’ e di ‘storie’ sviluppate in oltre trecento pagine riccamente illustrate da immagini in bicromia e a colori. Un volume di grande formato, nato dopo anni di ricerche sulla base di migliaia di testi, di documenti (spesso inediti) e testimonianze che restituisce identità ed orgoglio ad un’intera comunità e proietta Massa Lubrense nel terzo millennio. Un libro di valore, in cui si ritrovano centinaia di personaggi; pubblicato con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Massa Lubrense; edito dall’associazione “Luigi Bozzaotra” e dalla sede locale dell’Archeoclub d’Italia; curato nei minimi dettagli dalle edizioni EIDOS di Castellammare di Stabia.


Articolo apparso sul quotidiano Corriere del Mezzogiorno del 30 giugno 2000

 

L’icona della Madonna alla quale tutto il paese si inginocchia nella buona e nella cattiva sorte. E la storia del piccolo borgo marinaro che nei secoli è diventato il cuore di una comunità che ha saputo difendere la sua identità, ma non il suo territorio insidiata dalle scorribande dei nuovi barbari. Con questi ingredienti poveri ma nobili Massalubrense ha finalmente scritto la sua storia moderna. Che in uno scaffale ideale, si aggiunge a quella antica tramandataci dalle firme illustri del Filangieri, del Persico e di Maldacea.

L’icona raffigura Maria Santissima della Lobra (da delubrum, tempio o pietra sulla quale venne costruita la civis) ed è incisa nel gonfalone della città per sancire una continuità tra storia e fede che nessuno riuscirà a spezzare; la marina è quella mitica di Fontanella spazzata via sette mesi fa da una mareggiata devastante che bucò la scogliera e affondò ottanta imbarcazioni. Il porticciolo flagellato oggi si offre al visitatore con una immagine di desolante abbandono laddove nell’antichità, quando il mare era una risorsa preziosa, era considerato un approdo sicuro per i naviganti. Il libro di Peppe Esposito e Stefano Ruocco (La Lobra, culla della città di Massalubrense, Eidos edizioni) è, dunque, un documento prezioso perché salva in extremis la memoria di un paese che altrimenti rischiava di essere cancellata dall’inerzia. Massa ritorna ad essere una città viva grazie a questo prezioso collage di scritti e immagini - quattrocento le foto del volume - che conferiscono dignità di protagonisti a personaggi che a torto vengono definiti minori. Ogni famiglia massese è presente in queste immagini, ogni cittadino si riconosce nel racconto che appartiene a tutti e risveglia ricordi sopiti. Le copie vanno a ruba e la comunità si risveglia: è un buon segno, la cultura finalmente recupera il suo ruolo.

Le pagine più coinvolgenti sono quelle che raccontano le vicende dell’altra Massa costretta ad emigrare fino alla fine dei mondo - la Nuova Zelanda - per sbarcare il lunario. Sono quelle che raccontano le gesta dei mitico gozzo Santa Maria della Lobra nelle acque non amiche di Eastbourne. Il capovoga era Liberato Meo che dette inizio ad una fortunata stagione di emigrazione. Le barche dei marinieri massesi, la Maria, la Principessa Iolanda, la Rosalia e la Capri conquistarono il Golfo di Wellington riscuotendo l’ammirazione dei pescatori locali. Non meno toccante è il ricordo dei famosi corrieri con lo sportello - un tipico paniere intrecciato con le tacche di vaccino di castagno - pieno di trecce di fiordilatte, caciocavalli, burro e olio. Ogni corriere riusciva, non si sa come, a portare anche tre sportelli caricandosene uno in testa: quando il ponte di Seiano venne abbattuto dalle bombe e la navigazione fu interrotta la fatica diventò sovrumana per l'esigenza di raggiungere a piedi Castellammare. In condizioni normali il mezzo di comunicazione era l’Abbazia, il veliero che faceva la spola tra Sorrento e Napoli sbarcando i passeggeri a poche centinaia di metri dalla porta di Massa dove i commercianti lubrensi esponevano le loro pregiate mercanzie. Nel viaggio di andata i corrieri dormivano per recuperare un poco del sonno perduto - la sveglia del casaro suona prima del gallo - nel viaggio di ritorno si giocava a tressette e briscola. E si brindava, soprattutto quando le tasche erano gonfie di soldi.

(Carlo Franco)

ndr: purtroppo c'è ancora chi scrive Massalubrense, eppure non dovrebbe essere difficile copiare dal titolo del libro!


Articolo apparso sul quotidiano Cronache del 15 giugno 2000

 

La storia della Lobra in un libro di due massesi purosangue

Il panorama culturale-bibliografico della penisola sorrentina si è arricchito di una nuova prestigiosa pubblicazione: La Lobra - culla della città di Massa Lubrense. L’opera realizzata da due massesi purosangue, cultori di storia patria, Peppe Esposito e Stefano Ruocco, percorre un nuovo originale ed efficace metodo di lettura e di divulgazione della storia locale frutto dell'intreccio armonioso tra l’immagine e lo scritto. Il volume edito dalla casa editrice Eidos di Nicola Longobardi contiene infatti oltre cinquecento immagini (foto d’epoca e attuali, incisioni, stampe, disegni, dipinti) in bicromia e a colori, insieme al testo articolato in diciotto argomenti monografici di agevole lettura nonostante il tutto occupi trecento pagine di grande formato. Il libro è frutto della collaborazione fra la sede Lubrense dell’Archeoclub d’Italia, di cui gli autori sono soci fondatori, dell’Associazione "Luigi Bozzaotra” martire massese della Repubblica Napoletana del 1799, con il patrocinio del Comune di Massa Lubrense ed è il risultato di oltre quattro anni di ricerche negli archivi comunali, ecclesiastici e presso privati.

La Lobra, identificata dagli autori come l'area geografica che abbraccia l’intera fascia costiera che si estende dalla Marina di Puolo a Punta Lagno, penetrando fino alla zona collinare della Arolella, serve da supporto alla tesi dell’origine e la formazione della città di Massa dal dodicesimo secolo in poi. 

“Con frequenza - scrivono gli autori nel capitolo riguardante l’inquadramento storico-religioso - fin dall’epoca greca e romana, la storia dell'Athenaion, del Promontorium Minervae, della “Massa Publica”, della Massa ad delubrum dell’ Università e della città di Massa Lubrense, si intreccia, affluisce e si diparte dall’area antropologica e geografica che costituisce la culla della chiesa antica, prima, e della chiesa nuova e del santuario della Lobra poi.”

(Gaetano Milone)


Articolo apparso sul settimanale La Verità della Penisola del 3 giugno 2000

 

Massa ha una nuova perla editoriale

Per fortuna della tradizione e della cultura della Penisola Sorrentina ogni tanto,al già numeroso patrimonio bibliografico esistente, si aggiunge qualche altra pubblicazione che, oltre che compendiare episodi di storia o descrivere eventi straordinari oppure riportare alla luce documenti. e ricerche d'archivio, offre la possibilità di allargare le nozioni possedute attraverso nuove indagini o più attente osservazioni di luoghi ed eventi. A questi requisiti risponde il corposo volume su "La Lobra, culla della città di Massa Lubrense" che la costanza e la buona volontà di Peppe Esposito e Stefano Ruocco hanno consentito di offrire agli appassionati della storia lubrense. La forma tipografica e la ricchezza delle testimonianze fotografiche ne aumentano il pregio e ne faranno oggetto di ricerca (anche per i semplici curiosi, desiderosi di....vedere come era Massa Lubrense secoli addietro).

Un volume di trecento pagine, con i "saluti" di coloro che ne hanno favorito la pubblicazione, dopo le presentazioni, la premessa e l'introduzione si sviluppano gli argomenti scelti, a comporre e sviluppare il tema prefisso: quindi articoli suddivisi in quattro sezioni. La passione e la conoscenza dei curatori (che sono anche autori di gran parte degli articoli) hanno realizzato una vera e propria antologia di storia lubrense.

Indagando nelle "origini" e nei "caratteri" sarà possibile scoprire la "topografia antica e moderna” del comprensorio, la Madonna delle Lobra nel ruolo di "emblema" e nel "gonfalone della Città" e, uscendo dall'ambiente proprio "la SS.Vergine Maria negli affreschi di Massa Lubrense".

Nella seconda parte della pubblicazione, "Fede e Religiòsità", si incontreranno "Reverendi padri ... frati ... fratelli laici ... pescatori", autentica carrellata storica del convento, "Le incoronazioni mariane in Penisola Sorrentina" nelle quale la Madonna della Lobra ha il suo ruolo e la "Religiosità praticata, predicata ed esteriorizzata", una vera storia di come i "massesi" sono legati alla madre di Dio.

La storia non si ferma alla religiosità ma investe la vita civile del comprensorio della "marina": "Il Vervece: uno scoglio che vorrebbe diventare un continente" testimonia cosa rappresenta un pezzo di roccia intorno al quale vivono tante tradizioni così come "La costa lubrense fra incanto e disincanto" ed "I porti della Lobra" con le "Fortificazioni della Marina" rappresentano la premessa di "Storie lubrane nei secoli XV-XX" formano il compendio della terza parte della pubblicazione di Peppe Esposito e Stefano Ruocco. La sezione finale e conclusiva va "oltre la Lobra", interessando la "marineria", "il porto e la porta di Massa", gli "anelli di collegamento" e le “emigrazioni transoceaniche".

Gli archivi, comunale e della ex cattedrale lubrense, dell'Archeoclub e dello stesso convento francescano della Lobra, oltre quelli pubblici dello Stato e della Biblioteca Nazionale, senza escludere collezioni private hanno fornito il "meglio" di loro stessi nelle mani dei ricercatoti e compilatori delle parti dell'intero libro. Ma la parte più interessante - per il privilegio visivo che ne offre - è quella fotografica - in bianco e nero ed a colori - che non esclude la riproduzione di antiche incisioni e documenti rari.

Ha ben ragione Don Peppino Esposito - Presidente dell'Archeoclub, che insieme all'Associazione "Luigi Bozzaotra" sono i promotori dell'iniziativa - quando afferma (nella sua presentazione) che "si può tranquillamente dire che Peppe Esposito e Stefano Ruocco, figli genuini della terra lubrense ed allievi emeriti dell'Archeoclub, possono essere inseriti a pieno titolo tra gli scrittori maggiori della nostra storia patria". Essi lo sono, anche se, nella loro modestia, non si ritengono tali! Un'altra "sezione" - non trascurabile - è quella, inserita nella "introduzione" di Stefano Ruocco, che passa in rassegna gli storici e gli studiosi (anche sotto il profilo letterario ed artistico) che hanno dato il loro contributo a che venisse scoperto e registrato il ruolo di Massa Lubrense, dei quali ci piace richiamare Saverio Mollo, Benito Iezzi e Georges Vallet. Un appassionato di storia della Penisola Sorrentina non può fare a meno di un volume come quello realizzato per i tipi della Eidos di Nicola Longobardi, sempre pronto ad incoraggiare iniziative del genere..

(Nino Cuomo)

 


Articolo apparso sul quindicinale il 2000 del 15 maggio 2000

 

La Lobra culla della città di Massa Lubrense

La sede lubrense dell'Archeoclub d'Italia, l'associazione Luigi Bozzaotra, la Casa Editrice EIDOS di Castellammare di Stabia, hanno realizzato un libro, di grande formato e di prezzo relativamente contenuto, che quanto prima apparirà nelle vetrine delle più importanti e ben fornite librerie della Penisola e di Napoli. Il titolo è: La Lobra culla della città di Massa Lubrense. Ne sono autori Peppe Esposito e Stefano Ruocco, entrambi noti agli appassionati di storia locale, entrambi entusiasti, onesti e puntuali interpreti di documenti rari, spesso anche inediti, raccolti con amore e letti con rigore di indagine, acutezza d'intelletto, ingredienti indispensabili per un lavoro vasto ed impegnativo sulla Lobra, primo nucleo (culla) della città di Massa. Il mare non più sicuro come nella splendida età romana, costrinse gli abitanti del borgo marinaro che col tempo s'era formato tutt'intorno ad un tempio (delùbrum, da cui Lobra) pagano, a trasferirsi in siti più sicuri: le coesistenti masserie dell'entroterra ricco d'alte gibbosità calcaree, specialmente adatte per costruirvi fortezze e torri d'avvistamento: il pericolo veniva dal mare. Fino a qualche decennio prima dell'unificazione d'Italia, infatti, le coste della Penisola e la stessa Napoli erano flagellate da incessanti incursioni barbaresche con razzie di uomini, donne, animali, cose ed orrori che è assai facile immaginarsi.

L’esodo degli abitanti della Lobra che vivevano di pesca, verso i casali collinari e montani ne accrebbe la popolazione che nelle attività agricole e nella pastorizia cercava, con la ridotta precarietà dell'esistenza, di migliorare la qualità della stessa. Comunque dall'insieme di eventi e necessità, aveva origine la singolare configurazione della città sacrata alla Vergine Dei Mater, versione più aggiornata della primigenia Vergine, città costituita da numerosissimi villaggi o frazioni, pare diciassette, quasi una terrestre costellazione a cavallo dei golfi di Napoli e di Salerno.

Va detto, ora, tutto il bene che è possibile dire di un libro pregevole sotto molteplici aspetti, un volume che con la dovizia di foto policrome e non, mi ricorda La Lobra che conobbi sul finire degli anni Cinquanta (m'era straordinaria guida il compianto amico Pietro La Via) con le cabine biancazzurre, rovente e salmastra nei riverberi di luce del tardo mattino. Sotto due poderosi scogli, oggi resi invisibili da tavolati di legno, quasi al centro della minuscola rada, l'acqua talvolta immobile aveva la consistenza della pece e del mare, soltanto qualche raro riflesso di smeraldo.

E che dire degli autori dell'opera: Peppe Esposito e Stefano Ruocco? Presenze, qui a Massa, silenziose e fattive. Custodi con Luigi Sigismondi e Nino Coppola delle memorie di questa nostra terra d'incanto, inesauribili interpreti di quel genius loci che innamora di sé chi lo avverte e, in certo modo, lo assimila e, se straniero, lo avvince e per sempre lo possiede. Penso qui a Norman Douglas, a Randall Morgan, a Georges Vallet e a tanti altri che, come nel mito di Attéone, a caccia di verità e di bellezza, da cacciatori che erano, divennero prede della verità e della bellezza stessa. E non alludo soltanto a quella di un mare irripetibile di coste alte e superbe, di colli dolci ed arditi, di un cielo certo e compatto come non si vede altrove...

Dicevo di Peppe Esposito. Allievo prima del Liceo classico di Meta, il P. Virgilio Marone, rinomato, di antica tradizione culturale, si è addottorato poi nell'ateneo napoletano. Bancario. Funzionario. Ha saputo mantenere sempre viva la passione di politico illuminato. Ha ricoperto pubbliche cariche nell'amministrazione comunale. La salvaguardia dell'ambiente e lo sviluppo del territorio sono stati gli obiettivi perseguiti con ferma lungimiranza. Promotore di svariate attività culturali come mostre (Armando De Stefano e la Repubblica napoletana del 1799) e di rassegne teatrali (Torre Turbolo), ha al suo attivo numerose, accattivanti pubblicazioni. Nel volume sulla Lobra, ha curato con sicura bravura l'inquadramento storico-religioso del vasto tema scelto. A distanza ravvicinata, Esposito, con la maestria che gli è propria tratta di Maria SS della Lobra emblema e gonfalone della città, della Religiosità praticata, predicata ed esteriorizzata. Della Marineria nel settore del volume dal titolo La Lobra oltre la Lobra assai significativo. Esposito domina gli argomenti con naturalezza e, nell'insieme, la trattazione, ampia ed affascinante, ha il respiro del racconto erudito.

Stefano Ruocco, massese anche lui, coniuga brillantemente le sue competenze tecniche (è ingegnere al Comune) con i pressanti e molteplici interessi culturali. Versatile, poligrafo, sempre presente in ogni iniziativa che valga ad illustrare il territorio lubrense che conosce palmo a palmo come pochi. Lo ebbi al mio fianco quando divenni Delegato C.R.I., nel non riuscito tentativo di organizzare in Massa una Delegazione, appunto, con tanto di Pionieri e di Volontari del Soccorso. Socio fondatore della sezione di Massa dell'Archeoclub d'Italia, profonde le sue migliori energie per perseguire i traguardi istituzionali dell'Archeoclub. Le pagine, poi, sul Vervece, le Storie Lubrane, Dal Porto di Massa alla Porta di Massa, sono tra le cose migliori che si possono leggere in un tanto complesso ed articolato libro. Tra i preziosi "contributi" che arricchiscono l'opera v'è quello di Luigi Sigismondi. Un uomo come Sigismondi, tanto sensibile e sollecito verso i nostri fratelli minori, gli animali cui il buon Dio ha fatto un irrimediabile torto privandoli della parola, non poteva non affrontare il tema della Emigrazione Transoceanica. Il tema, cioè, dei massesi che l'indigenza ha sparso per il mondo: America, Canada, Nuova Zelanda. Il loro legame con la terra di origine, con il santuario della Lobra. Una diaspora che si strugge nel ricordo, che spera nel ritorno. E’ vero. Il magnifico volume sembra proprio concludere in tono "minore", una sorta di sirima quanto mai triste e sociologica ma, al tempo stesso, come pensosa e costruttiva!

(Aldo De Simone)


Per ulteriori informazioni e prenotazioni rivolgersi a:

Archeoclub d’Italia  - Piazza Vescovado, 1 – 80061 Massa Lubrense - tel. (081) 878 90 37

Ass. “L. Bozzaotra” - Via Sirignano, 9 -  80061 Massa Lubrense –  tel. (081) 878 98 91 - anitaes@tin.it

EIDOS - Via Napoli, 197 -  80053 Castellammare di Stabia – tel. (081) 872 19 10