Le coste lubrensi da Puolo a Crapolla

“Poi da Surrento un miglio appare la città di Massa di nuovo nome, alla quale ha dato, e tuttavia dà gran fama Paolo Portarello eccellente Poeta, e grande humanista. Quindi poi si vede il solingo Monte Atheneo, il quale per non esse congiunto con altro monte si stende in lungo verso Ponente, ed è chiamato altrimenti Monte di Massa, fu ancora detto Prenusso, Sirreo, Minervio, e colle Equano, nell’estremo del Promontorio si vede in gran parte il tempio di Minerva edificato da Ulisse.
Nel voltare del detto Promontorio vi sono certe Isolette deserte, e sassose, nominate le Sirene, in una delle quali da quella parte che risguarda à Surrento ne’ tempi antichi si vedeva un ricco Tempio, ove erano alcuni molto antichi doni, già presentati da gl’habitatori del paese per veneratione, e riverenza del sacrato luogo, del quale hoggi vi sono i vestigi. Quivi finisce il Golfo chiamato Cratera, chiuso da due Promontorij, che guardano verso mezzogiorno, e sono il Miseno e l’Ateneo. Il qual golfo è quasi tutto adornato di edificii e di giardini bellissimi, al cui incontro s’erge fra l’onde l’Isola de Capri, prima delitie di Tiberio cesare, e hor luogo destinato a relegati, ivi si fa due volte l’anno la caccia delle Quaglie… ”
Così si presentava la costa lubrense alla fine del XVI secolo, almeno a quanto risulta dalla Descrittione del Regno di Napoli scritta dall’abate Scipione Mazzella ed edita dalla Stamperia dello Stigliola a Porta Reale a Napoli nel 1597.
Pur avendo in molte parti inevitabilmente cambiato il suo aspetto la nostra costa rimane ancora oggi uno degli ambienti più belli e interessanti d’Italia, se non del mondo intero. E sì, perché se consideriamo che in queste marine si possono rivivere oltre 2000 anni di storia attraverso un’attenta osservazione delle memorie greche, romane, angioine, aragonesi, borboniche; che si incontrano una gran varietà di specie animali e vegetali, alcune delle quali rare; che si entra in contatto con popolazioni di grandi tradizioni marinare; che il paesaggio rimane sempre vario e affascinante, con le montagne che si fondono con il mare e con la vegetazione che arriva a pochi metri da questo; che questi luoghi da sempre hanno ispirato racconti e leggende di ogni tipo e sono stati descritti come bellissimi in ogni epoca, si può ben comprendere quanto sia difficile trovare altri territori con simili caratteristiche concentrate in così poco spazio.
tratto da:
Le Coste di Sorrento e di Amalfi – toponomastica antica, moderna e dialettale di Giovanni Visetti – Editoriale Scientifica – 1991