Mostra di disegni, grafiche, ceramiche e marmi

Ristorante MIRACAPRI - via Roncato, 13/a - TERMINI

dal 13 al 30 agosto - dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 23

KODRA,

novello Ulisse

nella terra

delle sirene

di Gennaro Pappalardo

Nato nel 1918 in Albania, a Tirana dove visse la fanciullezza alla corte del re Zogu, dal quale viene educato ed avviato agli studi scientifici prima e poi alla scuola d’arte Odhisea Paskal, Ibrahim Kodra può a buon diritto essere chiamato figlio della Terra delle Sirene. Prima che nell’intelletto il giovane Kodra ha nel sangue, nel cuore la passione per la pittura: l’arte che più l'affascina e lo porta ad incantarsi di fronte alla natura da indagare in tutti i suoi aspetti in tutti i suoi colori e le loro sfumature. Come novello Odisseo egli va alla ricerca non della tecnica, ma dell'essenza dell'arte: quella che lo commuove e gli fa muovere coi pennelli i colori della tavolozza da trasferire sulla tela. Il suo modo, unico, di vedere e rappresentare il mondo. 

A 20 anni vince una borsa di studio e parte per Milano, per seguire il suo destino: si iscrive all'Accademia delle Belle Arti di Brera, il suo sogno. Sotto la guida di Carrà, Carpi e Funi il giovane pittore albanese, come Ulisse, inizia il suo viaggio alla ricerca della conoscenza. D’una conoscenza che oltrepassa schemi e formule, e non solo di carattere pittorico: la sua sete di conoscere e la sua fame di sapere, come del dominare la propria passione per l'arte di fronte alle prime e pur importanti emozioni, lo portano a trar fuori dalla materia tutto quanto la natura vi ha infuso. Ed allora le partecipazioni alle mostre, alle esposizioni, singole e collettive, nazionali ed internazionali di Roma, Milano, Venezia, Parigi, Stoccarda, Belgrado, New York e le aderenze artistiche e spirituali, le convergenze ideali ed i rapporti di amicizia con Picasso, Chagall, Matisse, Modigliani, Fontana, Guttuso, Cassinari, Gentilini, Miró, ed ancora con poeti e scrittori, registi e critici, da Montale a Sereni, da Bertoni a Munari, a Marotta, non sono per il giovane artista albanese dei punti di arrivo. E che traguardi sarebbero stati per altri! Ma egli, che pur aderisce ai gruppi “Oltre Guernica " e "Linea", fa a meno delle mode del tempo: le supera perché troppo interessato all'arte. All'arte vera che lo fa emozionare, come un bambino, davanti ai prodigi della natura: un fiore, una montagna, uno scorcio di mare, il sole dell'alba e quello al tramonto, un chicco di grano, un rudere d’una civiltà antica, un bambino, una bambina, un uomo, una donna, un giovane, una donna anziana, un musico mettono le ali alla fantasia di Ibrahim Kodra e lo fanno volare come un uccello. Al di sopra della materia, ormai dominata più che con la tecnica con la forza e la vitalità delle idee, per accedere all'interno degli umani e delle loro cose. E tutto e tutti vengono interiorizzati da Kodra e riproposti a noi come sue creature sulla tela, nella pietra, sulla carta. Ed anche i suoi fiori, i suoi frutti, i suoi paesaggi, le sue figure, i suoi musici hanno le ali: si staccano dalla materia per aleggiare intorno a noi, per ripeterci il canto eterno della vita e della morte, della gioia e della tristezza, dell'amore e dell'odio, del sorriso e della paura, della pace e della guerra.

Il canto col quale le Sirene, quelle della mitologia greco-orientale dal volto di donna sul corpo di uccello, come avevano già fatto con tanti che si avventurarono nello specchio di mare da loro dominato di fronte a Capri ed alla Punta Campanella, tra gli isolotti de Li Galli nella costiera amalfitana e la baia di Jeranto nella penisola sorrentina, volevano spegnere la sete di conoscenza di Ulisse. Ed ecco allora Ibrahim Kodra, che non ha mai deflesso dal proprio itinerario artistico, ormai all'apice della gloria dopo i tantissimi attestati ricevuti e gli innumerevoli premi ottenuti, legare il suo nome anche alla Terra ed al Mare delle Sirene. Nell'agosto del 1980 la città di Amalfi allestisce negli antichi arsenali della gloriosa "Repubblica marinara amalfitana" in onore di Kodra una sua grande mostra antologica, che rimane aperta ai visitatori italiani e stranieri per due mesi. Nello stesso periodo la città di Positano gli conferisce la cittadinanza onoraria in segno di riconoscimento per la sua ventennale fedeltà alla divina costiera dove trascorre lunghi periodi di vacanza e di lavoro. 

Anche in costiera le opere di Kodra, le marine, le vele delle barche, i fianchi delle colline digradanti verso il mare, le viuzze dei paeselli, gli alberi dei giardini di aranci e limoni ed i balconi fioriti, le casette ed i loro abitanti, il sole, il cielo ed il mare hanno le ali come le Sirene alate, che Omero mette al cospetto di Ulisse per temprarne la forza dello spirito. Un altro viaggio artistico nella Terra delle Sirene, dove egli torna quasi ogni anno come per devozione, Kodra lo compie 10 anni dopo con un'altra stupenda mostra nel museo Correale di Sorrento. Nelle due costiere l'artista albanese intesse strettissimi rapporti di fraterna amicizia con artisti, Cappuro e Di Lieto, tra i tanti, e con tantissime persone che ammirano la sua arte fin dalle mostre tenute nella vicina Napoli, dove riposa la Sirena Partenope. Vinte da Ulisse le tre Sirene, Partenope, Ligeia (l’attuale Terina) e Leucosya-Punta Licosa, si gettarono in mare per morire lontano dai loro isolotti: non avrebbero mai potuto sopportare l’onta della sconfitta dal "multiforme ingegno” Ulisse.

La mostra di Ibrahim Kodra al Miracapri di Termini di Massa Lubrense non fa che sancire l’amore del venerando artista italo-albanese con la Terra ed il Mare delle Sirene e l'affetto che gli vogliono gli amici che sono al di qua ed al di là di Punta della Campanella: un amore ed un affetto paterno e filiale al tempo stesso, perché Massa Lubrense, Sorrento, Positano, Amalfi e Capri con le loro coste alte e frastagliate ricordano a noi ed all'amico Ibrahim la terra “seghettata” e travagliata della sua natia Albania.  


a destra:

Ibrahim Kodra con Antonio  Mosca,

Sindaco di Massa Lubrense