Visto che questo sito si occupa di Massa Lubrense e del suo territorio,
ho ritenuto opportuno scrivere le seguenti brevi note in merito
ad alcune informazioni non proprio precise fornite a mezzo stampa circa
la Baia e la ex cava di Jeranto e la fruizione dell'area di proprietà del F.A.I.
Il Fondo per Ambiente Italiano NON è proprietario della Baia di Jeranto, ma solo della ex cava che appartenne all'ILVA e all'Italsider, oltre ad un'altra area sul ripido versante nord occidentale della Baia. Pertanto tutto quanto scritto circa la riapertura, il restauro, i lavori ecc. dovrebbe essere riferito alla sola ex cava e non alla Baia di Jeranto, che non è mai stata chiusa.
Per il restauro ambientale è stata spesa una minima parte della somma in quanto l'intervento è stato rivolto soprattutto, e quasi integralmente, al restauro (meticoloso) di tutti gli edifici di pertinenza della ex cava e a quelli rurali esistenti nell'area di proprietà del FAI.
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I sentieri ripristinati sono stati solo quelli all'interno dell'uliveto, ma, come si può notare guardando le foto ai lati, NIENTE è stato fatto per il sentiero di accesso alla spiaggia che pur è riportato sulla cartina esposta in prossimità dei punti di accesso quale sentiero percorribile e oggetto di convenzione. |
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In vari articoli si è dato maggior risalto alla possibilità di usufruire di una visita guidata (a pagamento) non evidenziando a sufficienza che l'accesso e la fruizione dei sentieri sono assolutamente liberi e gratuiti. Infatti, la CONVENZIONE stipulata fra il Comune di Massa Lubrense ed il Fondo per l'Ambiente Italiano stabilisce che "il FAI è tenuto ad eliminare le chiusure ed a controllare che nessun impedimento all’accesso e alla libera fruizione venga posto in essere da personale della propria organizzazione o da terzi".
Quasi due terzi dei tanto pubblicizzati 47 ettari "completamente risanati" non sono stati minimamente toccati dal progetto, trovandosi dall'altro lato della Baia, in una zona estremamente impervia e acclive. Dell'area ad est della Baia (occupata per circa il 50% dall'area della cava) solo in una minima parte sono stati effettuati interventi che, in effetti, hanno interessato quasi esclusivamente gli appezzamenti ad uliveto oltre che gli edifici.
Le coste della Baia di Ieranto (o meglio Jeranto) fanno parte del territorio comunale di Massa Lubrense (NA), che peraltro viene citata molto raramente.
Le acque della Baia di Jeranto fanno parte del Golfo di Salerno.
La linea di costa relativa alle aree di proprietà del FAI rappresenta meno della metà dei complessivi 3,5 km di sviluppo del bagnasciuga della Baia.
Le acque della Baia ricadono nella zona "B" della Riserva Naturale Protetta di Punta Campanella e quindi sono soggette alla relativa regolamentazione.
| il Mattino - 1
giugno 2002
Quando soffia il furano, la brezza che fa salire in superficie aguglie e pesci spada La sabbia che diventa un tappeto soffice di argento Colpito dalle condizioni di abbandono a da una serie di abusi dilaganti |
Non mi risulta che il furano entri a
Jeranto,
né che i pesci spada siano frequentatori abituali della Baia.
E poi, dov'è la sabbia? Negli ultimi cinquanta anni solo il FAI ha portato cemento nella ex Cava. |
| il Denaro - 1
giugno 2002
Un lavoro di bonifica ... uno dei più suggestivi angoli del Golfo di Napoli Un'oasi su cui si concentrano gli sforzi della FAI per un recupero completo di 47 ettari di macchia mediterranea e mare turchino. Il primo passo compiuto è la bonifica, totale, del territorio. L'intervento di restauro investe anche le storiche abitazioni dei contadini, il ripristino degli antichi sentieri ... |
Punta della Campanella divide il
Golfo di Napoli da quello di Salerno. La baia di Jeranto è la prima
insenatura del Golfo di Salerno.
Oltre la metà dei 47 ettari di proprietà del FAI si trova sul versante sudorientale di Monte San Costanzo, di fronte alla ex cava, area assolutamente non interessata dal progetto. Bonifica, da che cosa? uranio, mine, paludi???? I sentieri più importanti, pur inclusi nel progetto, sono stati assolutamente ignorati. L'unico rimesso a posto è quello che passa vicino alla casa. Evidentemente non si vuole che si vada direttamente a mare. |
| il Mattino - 2
giugno 2002
Dopo il restauro ambientale operato dal FAI, i sentieri antichi sono stati riaperti ai turisti e ai visitatori. |
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| Repubblica - giugno 2002
La Campania Salvata Per ricostruire la flora, poi, una vera e propria inseminazione artificiale pensata da Anna Maria Ciarallo della Soprintendenza di Pompei: la cava che era completamente calva è stata ricolonizzata con piantine fatte nascere da semi in vivaio, ma raccolti dai dintorni. |
Il titolo è già un programma: Campania
salvata da cosa? inoltre, basta un intervento così localizzato per
salvare la Campania??
Per fortuna non sono intervenuti sulla flora. Alcuni tentativi furono fatti alcuni anni fa con risultati sconfortanti. Le uniche piante che attecchirono furono le cannucce che sostenevano i vari cespugli di lentisco, ginestra, mirto, ecc. |
| Cronache di Napoli - 2 giugno
2002
Sorrento Il risultato è che oggi Ieranto si presenta praticamente intatta |
Ovviamente Jeranto non fa parte in alcun
modo di Sorrento.
Si presenta praticamente uguale a come è stata per molti anni con la sola differenza che sono stati restaurati vari edifici che avrebbero dovuto essere abbattuti per restituire veramente agli italiani i luoghi così come erano prima della cava e del FAI. |
| Prodi:
Esprimo particolare soddisfazione per il completamento del restauro della Baia di Ieranto |
Di nuovo si confonde la baia con la cava ed il restauro ambientale con una discutibile operazione di archeologia industriale. |
| il Mattino - giugno 2002
... la Baia di Ieranto riaperta dopo due anni di restauro ambientale |
Personalmente, conosco e frequento la Baia e l'area della cava da oltre 40 anni. ph
Chi volesse intervenire su questo argomento, può inviare un messaggio a giovis@giovis.com