Itinerari dei collegamenti fra i casali

(da Carta Corografica del Promontorium Minervae nel 1799 delineata da Giovanni Visetti)

La struttura delle rete viaria del Promontorio è sempre stata condizionata dalla particolare morfologia del territorio che alle dolci pendenze verso nord e verso ovest contrappone le ripide balze meridionali in molti punti quasi impraticabili.

La fortissima pendenza media del versante salernitano (sul quale per questa ragione esistono solo i casali di Nerano e Torca, e questo si trova a oltre 350 metri di quota) ha difatto impedito lo sviluppo della parte sud-orientale del territorio che quindi è sempre stata praticamente disabitata e le poche vie di comunicazione erano quelle che collegavano il crinale con gli approdi di Crapolla (da Torca e da Sant’Agata) e del Cantone (da Casa e Termini, passando per Nerano).

Il territorio può quindi essere grossolanamente assimilato ad un piano inclinato con il casale più alto (Sant’Agata) posto in una sella a circa 400 metri sul livello del mare. Di qui il crinale passa per Santa Maria della Neve (442m) e scende a Termini passando per due colli poco accentuati (Tuoro 367m e Tore di Casa 357m)fino alla sella di Lari (314m) prima di terminare a Punta della Campanella dopo essere passato per le due alture di San Costanzo e Santa Croce.

Nella fascia a monte dei 300 metri si trovano una serie di casali uniti da una direttrice che ha origine in Termini, attraversa Casa, Metrano, Monticchio, Titigliano e Acquara e solo a quel punto comincia a scendere verso Sorrento passando per Priora. Da Metrano c’era una diramazione per Sant’Agata e Torca che passava per La Neve mentre da Monticchio erano numerosi i percorsi che collegavano questo casale con gli abitati più in alto: Sant’Agata, Pastena, La Neve, Canale, ecc.

L’altra caratteristica limitante per la viabilità (e ciò vale per tutta la penisola sorrentina) sono i profondi valloni che ancora oggi creano non pochi problemi per il loro attraversamento. In questa carta sono evidenti i condizionamenti creati dal Vallone Casarufolo, che dalla Mellecata scende verso Sorrento e termina alla Marina Piccola, e dal Vallone del Rio Grande che divide in due il territorio di Massa secondo l’asse est-ovest.

Il primo,oggi come alla fine del XVIII secolo, è attraversabile solo alle porte di Sorrento, in prossimità del bivio delle strade per Cesarano e Atigliano, mentre sul secondo c’erano ben sette passaggi. Di questi alcuni sono stati allargati, altri sono scomparsi dopo essere caduti in disuso e pochi sono sopravvissuti così come erano. A partire dalle sorgenti di Canale, alle falde meridionali della collina del Deserto, si incontravano:

* Ponte di Canale (di Pastena) - in prossimità della cappella di San Sebastiano fra Pastena e Canale lungo la strada per Sant’Agata; questo era un passaggio semplice in quanto lì il rivolo, ancora all’inizio del suo corso, è di poco al di sotto del livello stradale;

* Ponte della Saponera o della Chiusa - fra Monticchio e Titigliano lungo la direttrice Termini - Monticchio - Acquara. Attualmente è sovrastato dal ponte della rotabile ed è impraticabile in quanto coperto, così come l’attiguo mulino, da materiale di risulta;

* Ponte di Monticchio - fra Turro e Monticchio lungo la strada che, una volta passato il rivolo, prosegue parallela ad esso lungo il ciglio settentrionale al di sopra delle cave di tufo (da cui Vallone Cementaro) verso Santa Maria, San Francesco e Massa. E’stato allargato e consolidato il vecchio passaggio;

* Ponte di Schiazzano - lungo la strada da Santa Maria a Schiazzano; è ancora molto frequentato, ma il percorso di accesso dal lato di Santa Maria è cambiato;

* Ponte di Li Padri - la strada da Santa Maria a Schiazzano, nei pressi del rivolo, si biforcava ed il ramo di destra tornava indietro lungo il corso d’acqua per poco più di un centinaio di metri; qui c’era il ponte che permetteva di andare verso Erca e Li Padri evitando l’attraversamento del marcato rivolo che, sull’altra sponda, divide questa strada da quella per Schiazzano;

* Ponte di Sant’Anna - fra l’omonima cappella e Santa Maria sulla strada che univa questo casale con Spitale e Marciano; è tutt’oggi percorribile e si trova molto più in basso del moderno Ponte dell’Annunziata (1968);

* Ponte di Marciano - in prossimità di Punta Lagno, lungo la provinciale che collega Massa con Marciano. Il passaggio è stato praticabile solo fino all’inizio degli anni ‘60 e si trovava pochi metri più a monte dell’attuale ponte (completato solo nel 1962), ma si doveva scendere fin giù, vicino all’acqua.

I nodi principali della rete viaria erano Massa (in quanto sede amministrativa), Santa Maria (vecchia sede amministrativa, città fortificata, in prossimità di tre ponti sul Rio Grande), Monticchio (casale baricentrico per il Tenimento di Massa, anche qui due ponti) ed infine Sant’Agata per la sua posizione "strategica ". Infatti l’intera area di Sant’Agata e La Pedara è adagiata in una sella chiusa fra tre alture (Deserto, la Neve e Monte Grande o Tore) e dalla quale hanno origine tre valli:

* fra il Deserto e la Neve il vallone dell’Annunziata (del quale abbiamo già parlato);

* fra la Neve e le Tore l’ampio anfiteatro naturale della Pigna che poi si restringere formando il vallone di Crapolla;

* fra le Tore ed il Deserto il vallone Casarufolo verso Sorrento.

Nell’esaminare sommariamente i vari nodi di questa rete, cominciamo da Massa, intendendo riferirci all’unione di vari casali quali Quarazzano, Palma, Morta, Campo, Serignano incluse quindi anche le località come Rachione, S.Antonio e Villarca. Non accenneremo ai percorsi con partenza da questi piccoli agglomerati, ma solo quelli con punto di origine dal Vescovado, al quale tutti i suddetti abitati facevano riferimento in quanto chiesa principale.

Come è stato già detto, la costruzione dell’attuale provinciale per Sorrento risale alla seconda metà dell’800 e quindi dal Vescovado si dipartivano solo tre strade. Due erano allineate con la facciata della Chiesa: il ramo verso il mare passava sotto l’arco e continuava con l’attuale via Pennino, ovviamente senza la rampa che oggi passa al di sotto del Belvedere, mentre il ramo a monte andava verso Rachione. La terza strada era perpendicolare alla chiesa e corrispondeva all’attuale via Palma che poi continuava con via dell’Arco (Villarca) verso il Quartiere ed il Torrione.

Quest’ultima strada era utilizzata per raggiungere Campo, San Liberatore e Marciano, oltre che la Marina come alternativa a Pipiano; il Pennino era utilizzato per il solo collegamento con la Lobra (passando per Pipiano); procedendo un centinaio di metri verso est invece, poco prima di arrivare a Rachione, la strada si biforcava e volgeva a sinistra davanti al Palazzo Vespoli per andare ai Mulini, Rurella, Monte Corbo e quindi Capo, Priora e Sorrento, mentre a destra, da Rachione, si diramavano le strade per tutti i casali di sopra e per quelli a sud del rivo dell’Annunziata.

Fra le direttici principali si segnalano:

Massa - Santa Maria - Schiazzano - Casa - Nerano - Cantone

Massa - Santa Maria - Li Padri - Termini - Campanella

Massa - San Francesco - Pastena - Sant’Agata

Santa Maria (con Belvedere, La Terra con il Castello, Ariola e l’Annunziata) nelle immediate vicinanze aveva a disposizione tre ponti (di Sant’Anna, Li Padri e Schiazzano) per passare sulla sponda meridionale del Vallone dell’Annunziata. A nord del rivolo si scendeva invece verso Massa per Sant’Antonio o Sant’Aniello Vecchio e, da quest’ultima si raggiungevano anche San Francesco, Arorella, Monte Corbo e l’area Sorrentina. Per la fascia più alta (Monticchio, Pastena e Acquara) si usciva per Belvedere e si proseguiva poi per Turro.

Infine c’era la via di cresta verso il mare che permetteva di raggiungere la marina di Fontanella in meno di un quarto d’ora passando per l’Annunziata, San Liberatore e lo Scialanghiello.

Monticchio, insieme con Santa Maria è il casale più baricentrico del territorio lubrense. Si trova sulla sponda meridionale della valle del rio Grande e per passare nella parte settentrionale si utilizzava il ponte della Saponera per i casali in quota e Sorrento, il ponte di Monticchio per i casali di basso. Per raggiungere Sant’Agata si poteva passare per il Ponte della Saponera, proseguendo per Pastena e Canale o rimanere a sud del rivolo e, risalendo per la Calella, raggiungere la Pedara. Restando sul versante meridionale, oltre al già citato collegamento con Termini, esisteva un percorso diretto per Schiazzano e Santa Maria via Pontescuro.

Come si è detto, l’area di Sant’Agata, per la sua posizione, era il punto di passaggio obbligato per i collegamenti fra gli abitati delle parti alte delle tre valli; quelli fra i casali più in basso seguivano invece le strade in quota, evitando così di salire fino alla sella per ridiscendere poi dall’altro lato. Ai casali di Sant’Agata e La Pedara facevano riferimento Torca e Nula che da essi erano praticamente dipendenti in quanto circondati da aree poco abitate o addirittura impervie. Infatti le sole altre strade che si dipartivano da Torca erano la discesa a Crapolla, la via per Monticello, Sant’Elia e Fontanelle verso est, e qualche sentiero che portava alla sommità di Monte Tore. Tutti i collegamenti da Torca passavano per Sant’Agata tranne quelli per il crinale di Metrano, Casa e Termini che passavano a sud del colle La Neve, lambendo la Pedara.

In direzione di Sorrento c’erano tre itinerari principali:

* il Circumpiso, il più diretto, appena 2450 metri di sviluppo contro i 9200 delle rotabili;

* il percorso Li Schisani, Santa Maria del Toro e Sant’Antonio, di poco più lungo del precedente;

* la via di crinale lungo il confine con Massa dalla quale si potevano poi raggiungere il Capo, Priora e, passando per Capodimonte, Sorrento.

Da Termini oltre alle strade per Punta Campanella e San Costanzo, verso sud, e Nerano ed il Cantone verso est, le vie d’uscita erano Pontone e Scola per i casali più bassi quali Marciano, Spitale, Lobra; Li Padri per quelli un po’ più alti Santa Maria, Schiazzano, Massa, San Francesco; le Tore di Casa verso Metrano, Monticchio, Titigliano, Acquara, con deviazioni per gli altri casali di sopra quali Pastena, Sant’Agata, Torca ecc..

Da Casa e Metrano si utilizzavano gli stessi itinerari di Termini per tutte le destinazioni al di sopra dei 300 metri di quota, mentre per Schiazzano e Turro, da dove si proseguiva per i casali di sotto, esistevano collegamenti diretti.

Puolo era collegata con Massa via Villazzano e le Tese e con Sorrento passando per il Capo.

Sorrento è limitata a sud ovest da una ripida parete calcarea praticamente insuperabile e quindi tutti i collegamenti verso queste direzioni avevano dei passaggi obbligati: le rampe fra Sant’Antonio e Santa Maria del Toro, e Capodimonte. Verso sud c’era il già citato Circumpiso, percorso obbligato per quasi tutta la sua lunghezza in quanto dalle porte di Sorrento fino alle immediate vicinanze di Sant’Agata non ha traverse o diramazioni essendo chiuso a sinistra dal rio Casarufolo e a destra dalla suddetta parete calcarea.