Aspetti geologici

di Aldo Cinque (da Natura Mirabile - Progetti di restauro ambientale)

Il  promontorio è interamente costituito da calcari, appartenenti in prevalenza al Cretacico; questi presentano due dislocazioni le cui linee di frattura rivolte verso il lato meridionale, corrispondono quella maggiore al Monte San Costanzo e la minore alla penisola di Ieranto alta da 100 a 150 metri. L’orientamento di dette fratture, cui corrispondono le due costiere a picco sul mare, è in senso SO-NE, cioè nella stessa posizione che conferisce alla Costiera  Amalfitana e a quella meridionale di Capri la ben nota ricchezza cromatica o di contrasti di luce, particolarmente nelle ore pomeridiane.

I  terreni affioranti nell’area circostante la Baia di Ieranto sono per la massima parte costituiti da calcari detritico-organogeni sedimentatisi in un ambiente di piattaforma carbonatica intraoceanica nota in letteratura geologica come “piattaforma campano-lucana”.

In particolare, la successione esposta al Monte San Costanzo rappresenta le fascie di periscolgiera  di detta piattaforma  e non mancano degli splendidi esempi di scogliere  a Rudiste.

La giacitura di queste  rocce presenta una immersione verso N-NW di circa 30° piuttosto costante, mentre l’assetto tettonico è caratterizzato da una serie di blocchi monoclinali dislocati da faglie dirette. Il maggiore di detti blocchi è quello che costituisce  il Monte S. Costanzo; altri di minore estensione sono quelli che formano il rilievo della Torre di Montalto. Sull’opposto versante (quello che da su Termini) una faglia inversa, e forse un piano di sovrascorrimento, accavalla i calcari del San Costanzo sui terreni del Miocene inferiore.

Da un punto di vista geomorfologico la Baia di Ieranto presenta notevoli peculiarità genetiche. Essa si è inizialmente impostata nel  “basso strutturale” presente fra la monoclinale del San Costanzo e quello di Torre di Montalto; Successivamente l’erosione marina l’ha ampliata soprattutto verso nord-est dove la presenza di numerose faglie e fratture rende la roccia più erodibile.

La situazione strutturale che ha consentito l’instaurarsi della baia, deriva da una tettonica recente (quaternario medio superiore).

Nel corso degli episodi glaciali preistocenici i versanti di faglia hanno subito un’intensa degradazione crioclastica che ha loro conferito il tipico profilo rettilineo dei versanti di recessione. In particolare, nel corso del glaciale Wurm, questo tipo di modellamento ha portato al cumulo di cospicue falde detritiche al piede dei versanti.

Essendovi in quel contesto climatico, un livello marino sensibilmente più basso dell’attuale (fino a -120 mt. circa, 20.000 anni fa) questi corpi detritici si estesero verso il largo raccordandosi a quell’antica linea di riva. Il successivo ritorno a condizioni di clima temperato, con il conseguente sollevamento del livello del mare, ha innescato una fase di arretramento della linea di costa con la formazione della falesia attuale e con la scalzamento al piede delle falde detritiche. In conseguenza di ciò si verificano successivi crolli sia di roccia lapidea che di detriti.

Anche al di sopra della falesia i fenomeni di crollo rappresentano un aspetto della rivoluzione morfologica in atto infatti, lungo il versante affiorano a diverse altezze delle “cornici” sub-verticali dovute alla presenza di banchi “più resistenti”.

Da queste paretine possono staccarsi blocchi calcarei svincolati dalla massa ad opera della dissoluzione carsica e del gelo, nonché per lo scalzamento al piede legato alla presenza di materiali più facilmente erodibili.

La Baia di Ieranto presenta anche dei forti interessi geologici che è opportuno tutelare:

A) la successione di rocce del Cretacico esposta lungo il versante meridionale del Monte San Costanzo presenta delle peculiarità sedimentologiche e paleontologiche che la rendono importante nell’ambito dello studio della stratigrafia e della evoluzione geologica dell’Appennino meridionale;

B) lungo la costa della Baia rimane uno dei due soli affioramenti della Penisola Sorrentina di una antica linea di riva legata all’alto glacio-eustatico dell’interglaciale Riss-Wurm. La presenza dei coralli fossili nei sedimenti associati a detta “spiaggia fossile” ha consentito di datarla a 129.000 anni fa. Da questo dato, che deve restare riproducibile, sono scaturite delle importantissime considerazioni sulla evoluzione tettonica recente della Penisola Sorrentina e della costa Tirrenica Campana; nonché sulla potenzialità sismo-genetica dell’area; 

C) le morfologie della costa e dei versanti di faglia che si affacciano sulla Baia sono di estremo interesse per la comprensione della evoluzione geomorfologica dei rilievo calcari.

Notevole, infine, è il fenomeno del carsismo, estremamente diffuso in ambienti simili, che ha portato alla formazione di innumerevoli e caratteristiche cavità. Per la presenza dell’acqua, elemento alla base della loro formazione, molto di queste sono state frequentate ed utilizzate dagli uomini nelle epoche preistoriche.


LE GROTTE MARINE