COSTANZO e PAOLO PULCARELLI (o PORTARELLI)

Famiglia di cui troviamo in Sergio, nel 1332, la prima menzione. Dimorò nel casale di Monticchio, dove stava nel 1489, e dove prese parte alla traslazione della ch. di S. Pietro. Si estinse nel sec. XVII.  

Costanzo, detto pure Costantino, fu valente poeta latino. Nacque in Monticchio nel 1568; nel 1585, adolescente, entrò nella Compagnia di Gesù. Fece il quarto voto in mano del Sommo Pontefice. Essendo di mal ferma salute si dette per sollievo allo studio delle lettere, e vi riuscì in modo portentoso, diventando coltissimo soprattutto nel greco e nel latino. Morì in Napoli il 13 gennaio 1610, di anni 41. Scrisse varii poemi, di assai leggiadro stile, che un suo confratello e concittadino, il P. Giovan Paolo Caccavello, diè alla luce dopo la sua morte, riuniti in un volume, col titolo: Carminum libri V; quibus accessit Dialogus de vicijs senectutis, et Iliados Homericae libri II, heroico carmine latine redditi, Neap., ap. Tarq. Longum, 1618. Ma dei canti dell'Iliade già il Pulcarelli aveva fatta una prima edizione: Homericae Iliados in latinum versae libri duo et alia carmina varia, Francofurti, 1604. Altre ristampe delle sue poesie furon fatte, in Firenze sumptibus Onuphrii Montii, in Bologna ap. H. H. de Duciae 1651, ed una parte fu ristampata nel Parnasso poetico della C. d. G. Fu pure versato il Pulcarelli nelle scienze mediche e scrisse: De valetudine tuenda libri II, versu heroico, che fu pure pubblicata dopo la sua morte, Neap. 1618, ap. Tarq. Longum.  

Paolo, fratello di Costanzo, prete, fu elegante poeta ed umanista e fu tenuto in gran conto ai suoi tempi. Fondò nella ch. di S. Pietro in Monticchio la capp. di S. Francesco d'Assisi, e vi fu sepolto quando morì, nel 1605. Dette alle stampe: a) De urbis Massae genio, elegia, Neap., 1586; b) Carmina, Neap., Cancer, 1586; c) Ad Illustrem et Reverendiss. virum Io. Baptistam Palmam Urbis Massae Pontificem Religiosiss., Neap., Cancer, 1586; d) Elegia ad Cardinalem Gregorium Montalbanum, Neap., ap. jac. Carlinum, 1594; e) Ad Illustriss. et Reverendiss. . D. Alphonsum Gesualdum Neapolitanorum Pontificem et S. R. E. Cardinatem ampliss. Elegia, Neap., ap. jac. Carlinum et Ant. Pacem, 1596; f) De magnificis aedibus et amoenissimis bortis Amplis- simi et Reverendissimi viri Annibaiis Caraccioli Insulanorum Pontificis, Elegia, Neap., ap. Jo. Bapt. Subtilem, 1603.