Massa Lubrense

nelle

Descrizioni del Regno

 

1597 - Della descrittione del Regno di Napoli, Mazzella Scipione, Napoli, Stamperia dello Stigliola

(Napoli) ..... Ha di rimpetto il golfo Cratera, così da gli antichi nominato, percioche Miseno & il Promontorio di Minerva, hor detto di Campanella, con l’Isola di Capri lo cingono in forma di tazza.

..... Poi da Surrento un miglio appare la città di Massa di nuovo nome, alla quale ha dato, e tuttavia dà gran fama Paolo Portarello eccellente Poeta, e grande humanista. Quindi poi si vede il solingo Monte Atheneo, il quale per non esse congiunto con altro Monte si stende in lungo verso ponente, & è chiamato altrimenti Monte di Massa, fu ancora detto Prenusso, Sirreo, Minervio, e colle Equano, nell’estremo del Promontorio si vede in gran parte il tempio di Minerva edificato da Ulisse. Nel voltare del detto Promontorio vi sono certe Isolette deserte, e sassose, nominate le Sirene, in una delle quali da quella parte che risguarda à Surrento ne’ tempi antichi si vedeva un ricco Tempio, ove erano alcuni molto antichi doni, già presentati dagl’habitatori del paese per veneratione, e riverenza del sacrato luogo, del quale hoggi vi sono i vestigi. Quivi finisce il Golfo chiamato Cratera, chiuso da due Promontorij, che guardano verso mezzo giorno, e sono il Miseno, e l’Ateneo. Il qual golfo è quasi tutto adornato di edificii, e di giardini bellissimi, al cui incontro s’erge fra l’onde l’Isola di Capri, prima delitie di Tiberio Cesare, & or luogo destinato a relegati, ivi si fa due volte l’anno la caccia delle Quaglie.


1671 - Descrittione del Regno di Napoli diviso in dodeci provincie, D’Engenio Caracciolo Cesare, Beltrano Ottavio ed altri, Napoli, Ottavio Beltrano, e di nuovo per Novello de Bonis

La Città di Massa, a differenza di due altri luoghi, che in Italia pur hanno il nome di Massa, si nomina Massa Lubrense, fu da Claudio Ptolomeo, da Plinio secondo, da Strabone & altri antichissimi Scrittori chiamato Promontorium Minervae, per l’antichissimo Tempio di Minerva il quale come scrive Strabone fu edificato da Ulisse e dal celebre nome di questo tempio, cioè Delubrum Minervae, corrotto il vocabolo, fu detto Lubrense, e perché dopo, che fu destrutto il Tempio di Minerva li Christiani edificarono un sontuoso Tempio alla Beata Vergine, però da questo delubro seguitò a chiamarsi Massa Lubrense, e chiamorno la Chiesa Santa Maria della Lobra, e la Città fa per arme la Madonna. Di questo avendo ragionato il Capaccio nel libro 2 dell’hist. del Regno di Napoli nel cap. 13 conclude. Quo circa Massa Lubrensis a Maioribus dicta omnium ore scripti nomen retinet. Si legge in uno Istrumento antico fatto in Salerno da Notar Giulio Cesare Grillo nel 1330, nel quale D. Tesselino Fontana nella renunzia, che fà d’una Badia, si dice Civitatis Massae Lubrensis, talche anco il nome di Massa è antico. Gio.Gioviano Pontano nel I lib. della guerra Napoletana, quale fece Re Ferranted’Aragona con Giovanni d’Angiò figliuolo di Re Renato nell’anno 1459 dice che li cittadini di Vico e quelli di Massa si ribellarono. Vicani, Massesesque defecerunt. Il Vescovato di Massa si tiene comunemente per antico, perché essendo antico Arcivescovado di Sorrento, conseguentemente sono anco antichi li Vescovadi che li sono soggetti; nell’anno 1299 il Vescovo di Massa Lubrense litiga con li sudditi per l’entrate, e rendite del vescovado, come si contiene nell’atti delli Re di Napoli, e lo riferisce Capaccio nel loco citato.

La Città di Massa ha havuto huomini molto illustri nello stato religioso, fra gli altri ha havuto Fra Valentino Fontana, detto Fra Valentino di Massa, il quale fu Generale della Religione de’ Minimi di San Francesco di Paola, Fra Marcello Molli, e Fra Stefano di Martino, che furono Provinciali del detto Ordine de’ Minimi, D. Severo Turbolo Monaco Certosino il quale fu più di trent’anni Priore in Napoli & in Pavia, abbellendo la Certosa di Napoli.

Il P. Vincenzo Maggio della Compagnia di Giesù fabbricò il gran Tempio della Casa Professa del Giesù di Napoli, e la fece fondare dalla Principessa di Bisignano col Novitiato di San Vitale in Roma della stessa Compagnia, il Collegio di Sant’Ignatio in Napoli, chiamato communemente il Carminello, ha fondato in Massa un gran Collegio alla medesima Compagnia di Giesù con nobilissimo edificio & un gran giardino, con una torre per difesa dall’incursione de’ Turchi; gli ha procurato dalla Marchesa di Modugno loro Fondatrice l’entrata per mantenere almeno settanta soggetti, de’ quali adesso ne tiene quaranta, vi ha edificato una nobilissima Chiesa con due Tesori di ss. Martiri, dove sono cento corpi, e settanta reliquie di detti Santi. Vi è stato il P. Costanzo Portarello illustrissimo Poeta, le cui opere sono già in stampa, il Pietr’Anello Persico della stessa Compagnia di Giesù ha fondato il Monastero delle Monache della Santissima Trinità di Napoli, e datoli le regole & ha stampato un gran libro, De primo, ac precipuo Sacerdotis officio, ultimamente ad instanza dell’illustrissimo e Reverendissimo Monsignor Alessanfro Gallo Vescovo della Città di Massa, li sono stati concessi li Padri del terzo anno dal Reverendissimo Padre Mutio Vitelleschi loro Generale.

Nello stato Ecclesiastico have havuto infino ad hoggi nove Vescovi nati, o oriundi di Massa, il primo D. Tesselino Fontana Vescovo di Vico Equense, fatto da Papa Giovanni XXI detto Giovanni XXII nell’anno 1330, il secondo D. Leonardo Leparuli Vescovo di Nicotera, il terzo D. Francesco Leparulo Vescovo di capri, il quarto D. Alessandro Leparulo Referendario in Roma, Vescovo prima della Guardia, e poi Vescovo di Compagnia, il quinto D. Gio.Battista Palma Vescovo di Massa Lubrense, il sesto D. Girolamo Pisano Vescovo di San Marco, il settimo D. Pietr’Antonio Caputo Abbate di San Giovanni maggiore di Napoli e Vescovo di Larino, l’ottavo D. Andrea Caputo Vescovo di Lettere, e Gragnano, ed il nono D. Consalvo Caputo Vescovo prima di San Marco, e poi di Catanzaro. Nella Città vi sono stati, e sono molti Dottori, Teologi, have anco molti Baroni, e Titolati, come li Caputi, li Turboli, li Martini, Vespoli, & altri. Cesare Cangiano fu Presidente della Camera. Have havuto Lucio Gio. Scoppa, che compose il Spicileggio, & una Grammatica, e lasciò annui ducati settanta per una schola publica nella Città di Napoli, nella quale s’insegna gratis la sua grammatica a tutti quelli che vi volessero venire & infino ad hoggi si fa, eresse anco la Chiesa di San Pietro ad Vincula suo Impatronato.

Have in Napoli un Monte, il quale ha di capitale cento mila ducati per il maritaggio della figliuole povere di Massa, oltre l’altri particolari delle lor famiglie, come li Pisani, li Pasteni, li Cangiani, Maggi,, & altri. Vi è in Massa un Conservatorio di settanta figliuole, un Capitolo, un Clero, nel quale vi sono molti Dottori, delli quali alcuni sono stati Vicarij generali del Vescovo di Massa, e di molti altri dell Regno. Oltre il Collegio delli PP. Giesuiti, vi sono tre Monasterij di religiosi, di San Francesco dell’Osservanza, di Minimi, e di Sant’Agostino. Se bene la Città non ha nobiltà distinta, ha però molte famiglie, le quali hanno vissuto nobilmente. Ivi la Regina Giovanna II molte volte habitò, dove hebbe un nobilissimo palazzo posseduto hoggi da PP. Giesuiti, dalla quale fu dichiarata nobile la famiglia di Martino, della quale era il suo Secretario, e nell’istesso tempo, e dopo vi sono state molto altre famiglie non inferiori a quella.

La Città di Massa non fu mai sotto Signore particolare, ma fu sempre sotto il Dominio, e Demanio Regio, come saviamente avvertì il Capaccio. Hoc quidem notatu signum existimavi, hoc Oppidum Regulorum feruitutem promer ????, Regij tantum dominatus aemulum. E questa raggione fra le altre apportarono i Cittadini di Massa a D. Raimondo di cardona Vicerè di Napoli, quando in grandissima moltitudine andarono a supplicarlo, che non facesse seguire la vendita di Massa fatta al Conte di Policastro, e così all’hora fu fatta Massa di se stessa Contessa e portò il titolo in testa di un cittadino, e li fu data la potestà, ch’essa s’eliggesse il Governatore, come fanno gli alri Signori titolati, & infino adesso sta in possesso di questo Privilegio, quale non hanno l’altre Città del Regno, il tutto fu concesso dall’Imperatore Carlo V alli 15 di Novembre dell’anno 1521 come appare per privilegio originale, il quale si conserva nell’Archivio di detta Città.


1684 - Il Forastiero, Capaccio Giulio Cesare, Napoli, per Gio. Domenico Moncagliolo

… inclita città di Surrento, e nel resto delle sue grandezze vi rimetto à quel che ritrovarete nella mia historia Latina, dove anco vi sarà cognita la cità di Massa nobile, e delitiosa tra quante ne havemo numerate.

Cognita per il suo promontorio detto Minervio dal tempio di Minerva che vi era, del quale con molto dispiacere non è rimasto vestigio ancorche commutato in una torre opra più utile per difesa di quei mari.

Strabone il chiamò Fano di Minerva, edificato da Ulisse e dall’istesso fù detto Atheneo. Livio par che il chiami Oppido Minervio, e tutto il continente chiamano Surrentino essendo quasi una cosa istessa con Surrento. Tutto il loco è diviso in molti casali tutti ameni, e fruttiferi, che dimostrano la loro bellezza ne i gigli, che vi nascono in copia grande segno della bontà del terreno, copioso d’oglio meglior del Venafrano di pesci, di uccelli, di frutti, e di homini insigni, de i quali altri sono stati fortunatissimi nella mercatura, altri assai valorosi nell’arte militare, altri nobilitati più con matrimonij anco di piazze nobili fra i quali si numerano i Liparuli, Pisani, Cagiani, Giuriconsulti, Vescovi e Consiglieri, Dottissimi Poeti due germani Portarelli, Teologi dottissimi, Tizzani, e Reginaldi. Soldati di valore, Monforti, Cacaci, Fontani. Nobilitati con l’assistentia di Padri Gesuiti nel loro amenissimo podere, e co’ studij di lettere, che in quella amenità ponno farsi immortali. Cità ripiena di gente virtuosa, e religiosa, poichè Isabella Feltria della Rovere à preghiere di Vincenzo di Maio Padre Gesuita fa ergere il sontuoso tempio della casa professa, e Don Severo Turbolo Certosino nobilitò con tanta sua gloria il tempio di S. Martino in Napoli, e i Liparuli, tra i quali quello Alessandro Vescovo della Guardia persona insigne, e cognita da i Papi, da i quali fù honorato dell’officio di Referendario ancorche fusse assente da Roma; aiutarono di alcuni migliara di dinari il Tempio nel quale habitano in Massa i Padri di S. Francesco di Paola, come in Napoli edificarono la chiesa della Trinità cò Frati Minori, i Bozzauotri e i Turbuli la chiesa di S. Caterina da Siena, come Marc’Antonio Festinese la chiesa, e convento di S. Maria degli Angeli in Napoli, & in Massa quella di S. Agata per non andar commemorando Rationali, Maestri di zecca, Maestri d’atti in Consiglio, e Vicaria, & altre persone in ogni affare d’ingegno come di maneggio espertissimi, & altri desiderosi di saper varie professioni tra i quali conoscerete un giorno Francesco Festinese, che è habitante in Napoli pur conserva in sua casa l’antichissima memoria di questa cità in un marmo Greco, ch’è il più curioso, che faccia per l’antichità de i Napolitani, che nel resto dall’istessa mia historia havrete cose particolari; non lasciando in questo sito l’Isola di Capri, la qual non dico celebre ….


1703 - Il Regno di Napoli in prospettiva diviso in dodeci provincie, Pacichelli Giovan Battista, Napoli, M. L. Mutio,

Sorrento … ha quattro porte due delle quali aprono la strada alle sue deliziose marine, e l’una dell’altre due disserra il sentiero per coltivati colli alla Città di Massa Lubrense …

Massa Lubrense, E’ posta sull’antico promontorio, chiamato Prenusso, oggi Capo di Minerva. Esso era consagrato a questa dea che vi aveva un gran tempio famoso nell’antichità, come si è pocanzi detto, ed era riverito dalle navi che dall’Egitto andavano a Cuma e Pozzuoli. Questo tempio denominavasi Delubrum Minervae onde è facile vedere donde abbia avuto origine il nome Lubrense. Si vole che il nome di Massa lo ricevesse da Bebio Massa liberto di Nerone il quale vi aveva una villa. Poteva pure ricevere tal nome da qualche villa di Sorrento


1794 - Della descrizione Geografica e Politica, Galanti Giuseppe Maria, Napoli, Presso i Soci del Gabinetto Letterario.

Della costiera di Sorrento

Questa regione ha in sé raccolte tutte le bellezze della natura. Le colline sempre verdeggianti, i campi fertili, l’aria temperata e vitale secondo che Bernardo Tasso la chiamava, fanno il soggiorno lieto e dilettevole. Tutte le erbe odorifere, di cui si pascono gli animali rendono la loro carne oltremodo squisita e dilicata. L’abbondanza di ogni specie di frutti, sopra tutto di ulivi e di aranci, quella degli uccelli, la varietà de’ pesci ci mostrano una natura più larga e liberale. I poeti antichi ebbero ragione di dire, ch’era questo il soggiorno delle incantatrici sirene. Oggi è una contrada ricca di badie e di monasteri; ma a differenza delle altre contrade che si pregiano di questo solo ornamento, aggiugne ancora quello di una florida industria della seta e di vitelli, e di un traffico marittimo del quale si è parlato nel precedente volume. ..... Presso gli antichi questa regione era ancora celebre per due tempii consagrati con gran magnificenza uno a Giunone Argiva, l’altro a Minerva.

Delle popolazioni

Località e anime: Massa Lubrense, vescovato (2641); i suoi casali Acquara (168), Marciano (258), Monticchio (609), Nerano (517), Pastena (251), S.Agata  (801), Schiazzano (309 ), Termini (594 ), Torca (612 ).

Totale : 4119

Massa Lubrense. E’ posta sull’antico promontorio, chiamato Prenusso, oggi Capo di Minerva. Esso era consagrato a questa dea, che vi aveva un gran tempio famoso nell’antichità, come si è pocanzi detto, ed era riverito dalle navi che dall’Egitto andavano a Cuma ed a Pozzuoli. Questo tempio denominavasi delubrum Minervae, onde è facile vedere donde abbia avuto origine il nome Lubrense. Si vuole che il nome di Massa lo ricevesse da Bebio Massa liberto di Nerone, il quale vi avea una villa. Poteva pure ricevere tal nome da qualche villa di Sorrento.

Sorrento e Massa nel 1558 furono crudelmente saccheggiate da’ Turchi, perchè gli abitanti nella sorpresa mostrarono più smarrimento che ardire. I Turchi oltre il bottino portarono prigioni 2000 persone.

Persico, scrittore del paese, nel 1646 assicura che al suo tempo Massa cacciava fuori 600 vitelli, che sono conosciuti sotto il nome di Sorrento. La moltitudine degli uccelli di ogni specie è grandissima, sopra tutto di beccafichi, di colombi, di tortore, e di tordi nell’autunno, ma senza fine è quella delle quaglie ne’ mesi di aprile e di maggio, che ritornano poi in agosto ed in settembre.

Massa si è conservata sempre nel regio demanio, tutto che più volte sia stata venduta. Il magnanimo Alfonso I fu il primo a concederla in feudo ad un suo favorito insieme con Sorrento, con Vico e Castello a mare. Carlo V la vendette per 15.000 duc., e la comunità altro non potè ottenere che di esserne preferita con pagare questo prezzo. Per l’amministrazione della giustizia, il comune nomina ogni anno tre soggetti, ed il re ne sceglie uno.


1795 - Istorica descrizione del Regno di Napoli diviso in 12 provincie, Alfano Giuseppe Maria, Napoli, Vinc. Manfredi, in Terra di Lavoro, 

Massa Lubrense: città: dirimpetto Capri: lungi da Napoli 24. miglia per mare e 30 per terra vi è questa città, chiamata dagl’antichi Promontorium Minervae, per un tempio, che vi era consagrato alla dea Minerva; indi detta Massa per la fertilità del suolo. E preziosi pascoli per cui vengono i latticinj molto delicati; e per distinguerla da altri Paesi della stessa nomenclatura fu cognominata Lubrense, per esservi una chiesa di Santa Maria la Lobra: città antica, fabbricata in tempo de’ Romani, situata in eminenza vicino al mare, ed in luogo ameno: E’ arricchita di privilegi di vari Sovrani; sino ad onorarla col nome di fedelissima e gode molti vantaggi: Vi sono una Badia, una Regia sotto il titolo di San Pietro a Caprollo, e l’altra di Santa Maria di Mitignano (sic): Fa il Vescovo, è Regia, d’aria salubre, fa di popolazione 2662

Aquara (sic): casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 192.

Marciano: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 265.

Monticchio: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 297.

Nerano: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 523.

Pastena: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 267.

Sant’Agata: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 1019.

Schiazzano: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 337.

Termini: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria buona, fa di popolazione 531.

Torca: casale: Diocesi e pertinenza di Massa Lubrense, d’aria ottima, fa di popolazione 6017.


1830 - Descrizione dei reali Dominii al di qua del faro nel Regno ecc., Del Re Giuseppe, Napoli,

dall'elenco golfi

- di Napoli dal promontorio di Posillipo sino alla punta della Campanella per miglia 33

- di Salerno dalla punta della Campanella sino a quella di Licosa per miglia 61

pag. 54 (posizione geografica de’ principali luoghi marittimi e dentro terra)

scoglio Vervece: latitudine 40 gradi 36 minuti 53 secondi e longitudine 32 gradi 3 primi e 12 secondi

esiste una nota che precisa che:

le posizioni geografiche che riportiamo sono determinate dal geografo Rizzi Zanoni nelle sue mappe topografiche, e le longitudini son contate dal primo meridiano che passa per la punta occidentale dell’Isola del Ferro.