Pasquale

Cipolletta


PERSONALE DI PITTURA

Le cose che cantano

Sala delle Sirene

26 luglio - 21 agosto 2003

orari: 10.30 - 13.00 / 17.30 - 22.00

Ulisse, Cicerone, Seneca e Cipolletta:

La vita come domanda, la morte come risposta

di Gennaro Pappalardo

 

Ci sono nella pittura di Pasquale Cipolletta due tavolozze che come pianeti orbitanti nella sua mente si attraggono e si respingono per riunirsi di nuovo al momento della creazione: una corporea, esteriore, la Terra, le percezioni, la materia, le cose, l’acqua, la roccia, le piante, i fiori, i frutti, i colori; l’altra, incorporea, eterea, l’anima, le sensazioni, le emozioni, gli stati d’animo, i ricordi. E’ all’interno di queste due tavolozze che Pasquale Cipolletta indaga, scava quotidianamente per creare quanto ammiriamo nella sua arte.

Pur nato a Torino, sulle rive del Po, Pasquale Cipolletta è figlio della Terra delle Sirene e, come novello Ulisse sempre alla ricerca di se stesso, del nuovo e della verità, ascolta il canto delle cose e dei ricordi per tramutare percezioni e sensazioni in opere d’arte. Prima che nell’intelletto il giovane Cipolletta ha nel sangue, nel cuore la passione per la pittura: l’arte che più l’affascina e lo porta ad incantarsi di fronte alla natura da investigare in tutti i suoi aspetti, in tutti i suoi colori e le sue sfumature. A lui non interessano le mode ma l’essenza dell’arte: quella che lo commuove e gli fa muovere con i pennelli i colori della tavolozza da trasferire sulla tela. Il suo modo, unico, di vedere e rappresentare il mondo. Un mondo nel quale poi noi ci ricordiamo di esistere solo ammirando i paesaggi e le piccole cose che ci circondano: le rose, le ortensie, le felci, l’edera, i cesti, i fichi, l’uva, le mele, i melograni, i limoni; e la luce, le onde, gli scogli, i pini, i ciottolo, i mattoni sbrecciati del muro che ci separa da qualcosa e da qualcuno che forse sono in noi stessi; ed ancora i tetti, le rive, le isole, il mare, il lago, la montagna e la collina e le nuvole che ci danno l’emozione di conoscere, sapere se e cosa c’è oltre quel che indichiamo per l’infinito.

La sua sete di conoscere e la sua fame di sapere lo portano a trarre fuori dalla materia tutto quanto la natura vi ha infuso. Ed allora ecco che le cose, gli oggetti a noi più vicini materialmente e pur tanto lontani nei ricordi,  si staccano dalla tela e ci vengono incontro per parlarci, per raccontarci della nostra infanzia, delle nostre prime appercezioni e dei primi sentimenti. Come vive Cicerone e Seneca di fronte ai liberti ed ai primi cristiani, considerati dai romani quali pagani se non oggetti da utilizzare, cose di cui servirsi, si chiedevano invece se non fossero prima degli uomini, così di fronte ai quadri di Pasquale Cipolletta ci domandiamo se le cosiddette nature morte non siano in realtà nature vive, pulsanti emozioni, grondanti gioie e dolori, amore per la semplicità e la serenità ed odio per gli orrori della guerra.

Malgrado i suoi pochi anni Pasquale Cipolletta ci invita ad osservare quel che di fanciullino è rimasto in noi, ad amare la natura come noi stessi, ad invecchiare dolcemente evitando di far inaridire la mente, il cuore, l’anima.

Lasciamoci dunque emozionare dall’arte di Pasquale Cipolletta quanto lui che, come un bambino davanti ai prodigi della natura, un fiore, una montagna, uno scorcio di mare, un promontorio della nostra costa, il sole dell’alba e quello al tramonto, un chicco d’uva, un’antica giara, una statua mutilata, indossa le ali della fantasia per volare al di sopra della materia, ormai dominata più che con la tecnica con la forza e la visibilità delle idee, per accedere all’interno degli umani e delle loro cose. E tutto e tutti vengono interiorizzati da Cipolletta e riproposti a noi come sue creature vive sulla tela. Ed anche i suoi fiori, i suoi frutti, i suoi paesaggi, le sue figure hanno le ali: si staccano dalla materia per aleggiare intorno a noi; per ripeterci il canto eterno della vita e della morte, della gioia e della tristezza dell’amore e dell’odio, del sorriso e della paura, della pace e della guerra. Il canto col quale le Sirene, quelle della mitologia greco-orientale dal volto di donna su corpo di uccello, come avevano già fatto con tanti che si avventuravano nello specchio di mare da loro dominato di fronte a Capri ed alla Punta Campanella, tra gli isolotti de Li Galli nella costiera amalfitana e la baia di Ieranto nella penisola sorrentina, volevano spegnere la sete di conoscenza di Ulisse.

Pasquale Cipolletta, che non ha mai deflesso dal proprio itinerario artistico è un artista che lega il suo nome alla Terra ed al Mare delle Sirene, di quelle Sirene che provarono la forza dello spirito di Ulisse senza però vincerlo.

Anzi...


Il Comune di Massa Lubrense ospita volentieri questa esposizione di suggestivi dipinti su tela che testimoniano il talento di un giovanissimo artista locale, Cipolletta Pasquale, che per estro e bravura già dimostra di essere più di una promessa.

 

E’ possibile ammirare una serie di rappresentazioni realistiche delle bellezze naturali che sa trasferire in immagini a volte impregnate di una sottile vena surrealistica.

 

Complimenti, quindi, ed un augurio di successo al neo artista

 

                                                                               ANTONIO MOSCA (Sindaco di Massa Lubrense)


Pasquale Cipolletta, nato a Torino il 25 febbraio 1970, frequenta l'Istituto d'Arte prima a Lecce e successivamente a Sorrento. Nella città del Tasso conosce il Maestro Enzo Prestileo ed il Professore Renato Balsamo, i quali lo iniziano all’arte pittorica.

In poco tempo si impone all’attenzione della critica e del pubblico partecipando a varie mostre collettive.

Dal 1999 ha iniziato la sua collaborazione con la Galleria Gioacchini avente sedi in Ancona, Milano e Cortina d'Ampezzo.

Nel 2002 ha contribuito alla realizzazione del volume “Prima che sorga l'alba” edito da Franco Di Mauro, realizzando tutte le tavole illustrative in esso contenute.

Nel 2003 ha partecipato, per la Galleria Marieschi, all'Arte fiera di Bologna. Nello stesso anno  ha esposto alla mostra collettiva “Tetralogia della Natura (Acqua)” realizzata in Milano dalla Galleria Marieschi.