MARINA DEL CANTONE
La Marina del
Cantone si trovano nell'ampia valle nella quale scorre il Rivo
di Nerano, su alcune carte citato anche come Rio Iossa.
La Marina del Cantone è l'unica di questa zona ad essere raggiungibile in auto percorrendo strade rotabili, senza essere costretti a lunghe camminate. Il successivo approdo collegato con la rete stradale si trova a Praiano (quasi 20 chilometri più avanti) dato che neanche a Positano è possibile arrivare in prossimità del mare in auto. A pochi metri dalla spiaggia si trovano bar, negozi di generi alimentari, tabacchi, emporio, telefoni e alberghi oltre ai vari notissimi ristoranti le cui specialità più rinomate sono la pasta con zucchini e il pesce. Fra i vari edifici prospicienti la spiaggia spicca un palazzotto che, nonostante sia stato più volte restaurato, conserva ancora intatti i balconi seicenteschi in pietra; i locali al piano basso sono molto probabilmente quelli che servivano da deposito sia per il pescato che per le attrezzature della tonnara della Mortella.
(da Le Coste di Sorrento e di Amalfi di Giovanni Visetti )

cartolina degli anni '50 - con lo scoglio di Petrena e sullo sfondo i Tre Pizzi
Sotto
Nerano è la bellissima spiaggia del Cantone, la più ampia di tutta la
penisola. Ne parla il Persico, il quale ci narra di una grande frana che vi
cadde nel XVII sec., per la quale più di 50 moggia di oliveti e vigneti caddero
nel mare, e venne a luce lo scheletro di un gigante. Vi fu eretta la cappella di
S. Antonio di Padova nel 1646, e poco più in alto, e ad occidente, una Grancia
di Certosini, poi palazzo Vespoli.
Circa
un chilometro ad occidente della marina del Cantone si prolunga nel mare la
piccola penisola di Jeranto. Essa ha tre punte tagliate a picco, delle
quali la maggiore si eleva 127 m. Il Persico le chiama capo di Penna, punta
di Montalto, e punta della Mortella. Tra questa penisoletta e la
punta della Campanella vi è una piccola baia profonda poco più d’un
chilometro, detta pure di Jeranto. Ne parla il Capaccio, e il suddetto storico
massese vi nomina alcune grotte.
(da Storia di Massa Lubrense di R. Filangieri)