MARINA DEL CANTONE

La Marina del Cantone si trovano nell'ampia valle nella quale scorre il Rivo di Nerano, su alcune carte citato anche come Rio Iossa. Nel 1558, quando era chiamata Arcora o Ancora, da 120 galee turche sbarcarono i quasi 2000 Saraceni che poi risalirono per le Tore di Termini (il crinale a cavallo fra i due Golfi) e sbarrarono il passo ai Massesi ed ai Sorrentini che tentavano di porsi in salvo sulle alture. Infatti la flotta turca, dopo aver lasciato il grosso delle sue truppe al Cantone, aveva passato Punta della Campanella ed era andata ad attaccare dal mare le marine di Massa e Sorrento. In questa incursione, la più disastrosa delle tante effettuate dai Saraceni, furono fatti prigionieri circa 6000 fra sorrentini e massesi e moltissimi furono uccisi.

La Marina del Cantone è l'unica di questa zona ad essere raggiungibile in auto percorrendo strade rotabili, senza essere costretti a lunghe camminate. Il successivo approdo collegato con la rete stradale si trova a Praiano (quasi 20 chilometri più avanti) dato che neanche a Positano è possibile arrivare in prossimità del mare in auto. A pochi metri dalla spiaggia si trovano bar, negozi di generi alimentari, tabacchi, emporio, telefoni e alberghi oltre ai vari notissimi ristoranti le cui specialità più rinomate sono la pasta con zucchini e il pesce. Fra i vari edifici prospicienti la spiaggia spicca un palazzotto che, nonostante sia stato più volte restaurato, conserva ancora intatti i balconi seicenteschi in pietra; i locali al piano basso sono molto probabilmente quelli che servivano da deposito sia per il pescato che per le attrezzature della tonnara della Mortella.

(da Le Coste di Sorrento e di Amalfi di Giovanni Visetti )

cartolina degli anni '50 - con lo scoglio di Petrena e sullo sfondo i Tre Pizzi


Sotto Nerano è la bellissima spiaggia del Cantone, la più ampia di tutta la penisola. Ne parla il Persico, il quale ci narra di una grande frana che vi cadde nel XVII sec., per la quale più di 50 moggia di oliveti e vigneti caddero nel mare, e venne a luce lo scheletro di un gigante. Vi fu eretta la cappella di S. Antonio di Padova nel 1646, e poco più in alto, e ad occidente, una Grancia di Certosini, poi palazzo Vespoli.

Circa un chilometro ad occidente della marina del Cantone si prolunga nel mare la piccola penisola di Jeranto. Essa ha tre punte tagliate a picco, delle quali la maggiore si eleva 127 m. Il Persico le chiama capo di Penna, punta di Montalto, e punta della Mortella. Tra questa penisoletta e la punta della Campanella vi è una piccola baia profonda poco più d’un chilometro, detta pure di Jeranto. Ne parla il Capaccio, e il suddetto storico massese vi nomina alcune grotte.

(da Storia di Massa Lubrense di R. Filangieri)