Area marina protetta di Punta Campanella

Il 12 dicembre 1997, il Ministero dell’Ambiente decretava l’istituzione dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, ai sensi della legge quadro sulle aree protette 6.12.1991, n. 394.
Questo importante passaggio istituzionale riconosce il valore naturalistico, paesaggistico e storica dell’area e la sottopone a tutela, pur nel rispetto delle attività economiche tradizionali. L’Area Marina Protetta interessa la fascia costiera dei comuni di Massa Lubrense, Piano di Sorrento, Positano, Sant’Agnello, Sorrento e Vico Equense. L’istituzione ha tra i suoi fini principali la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche e geomorfologiche della zona, la divulgazione della conoscenza degli ambienti marini e costieri, nonché la promozione di uno sviluppo socio-economico compatibile con la vocazione naturalistico-paesaggistica dell’area. Al fine di perseguire nel modo migliore gli scopi prefissi, l’Area Marina Protetta è suddiviso in 3 zone:
- A: riserva integrale;
- B: riserva generale;
- C: riserva parziale.
La zonazione modula in maniera elastica e funzionale l’insieme dei divieti e delle attività consentite.
Così, ad esempio, nella zona A, comprendente gli scogli di Vervece e Vetara, è interdetta la navigazione, la balneazione e la pesca. Nella zona B è consentito l’accesso, previa autorizzazione da parte dell’Ente Gestore, alle imbarcazioni a motore per visite collettive guidate, e la pesca professionale regolamentato ed autorizzata dall’Ente Gestore, mentre è vietata la pesca subacquea e l’ancoraggio libero. Nella zona C, infine, l’accesso alle barche a motore a bassa velocità è consentito solo per raggiungere gli ormeggi che verranno appositamente predisposti, mentre l’ancoraggio libero è vietato. Può altresì essere autorizzata dall’Ente Gestore la pesca professionale con attrezzature che non danneggino i fondali, la balneazione e le immersioni subacquee compatibili con la tutela dei fondali.