Santa Maria di Mitigliano

Questa chiesetta, costruita nell’antica abbadia di questo titolo, ha struttura di crociera, ciò che lascia pensare ad una pianta più vasta della chiesa anticamente, a croce latina e rivolta ad occidente, Mons. Nepita la trovò malandata, ed ordinò si restaurasse; ciò che dovette eseguirsi nel primi dei settecento, trovandosi nel pavimento la scritta: Devotor. Sumptibus A. D. 1700, e sulla soglia la data 1702. Ma essa fu rifatta, e rifatti vi furono gli altari, nel 1743 dai fratelli Luca Antonio e can. Salvatore de Martino, come si legge in due epigrafi sormontate dalle armi di famiglia e poste nei pilastri laterali alla porta.  

 

Lungo la chiesa, dal lato dell’Epistola, vi è la sacrestia, nelle cui pareti si osservano, in ovali a stucco, piccoli affreschi antichi. Quattro altri simili stavano ai lati dell’altar maggiore, e di essi fa parola il Nepita. Pochi anni addietro, essendo un po’ scoloriti, un povero muratore li ha ridipinti nella più lacrimevole maniera!

Dietro l’altare maggiore, in una cornice è rappresentata a fresco l'antica e venerata immagine della B. Vergine. Mons. Nepita vi osservò serti e monili di oro, e corone d’argento. Anche il Montorio cita questi preziosi donativi e dice che era visitato questo santuario da prelati e da principi. La imagine è un’opera mediocre, e non è anteriore forse alla nuova pianta della chiesa (la quale per altro non è posteriore al XVI sec.).  

Quando Mons. Palma visitò questa chiesa nel 1589, vi era l’altare di S.M. della Bruna dal lato dell’Epistola, e dall’altra parte ve n’erano altri due, senza ornamenti. Ora invece, di questi due ve n’è uno solo, di fronte a quello di S.M. della Bruna. Fu eretto da Luca Antonio de Martino nel 1743 e dedicato all’Immacolata, della quale vi è un quadro dei pittore De Angelis. In calce vi è l’effigie del fondatore, col suo stemma. L’altro altare esistente dal XVI sec. e dedicato a S.M. della Bruna, detta poi del Monte Carmelo, era una rettoria o benefizio semplice di juspatronato olim della fu Ilaria Iardeno, vissuta prima dei Nepita. Vi era un quadro con la B.V., con S.Filippo Neri, al quale, nella rifazione dei 1743, fu sostituito quello che si vede, rappresentante la B.V. con S. Antonio di Padova che bacia il piede al B. Gesù. E’ firmato: Fran. us de Angelis P. 1743.