Chiesa di Santa Maria della Misericordia

Recentemente restaurata, questa chiesa del '500 presenta un bel pavimento maiolicato con ornati settecenteschi, elaborate lavorazioni a stucco e dipinti della stessa epoca.  Notevole Ŕ un quadro di Guido Reni, un vero capolavoro del pittore bolognese, raffigurante la sacra Famiglia, donato dal pittore alla famiglia De Curtis che lo ospit˛.  

L'edificio sacro sorge sulla piazzetta omonima. Fu fondato nel sec. XV sotto il nome di S. Maria Fustigatium, per la particolare protezione verso coloro che subivano il processo negli Uffici giudiziari, siti vicino alla chiesa; il titolo pass˛ in quello di S. Maria della Misericordia.  

I primi amministratori furono i Confrari, poi subentrarono gli Agostiniani il 30.6.1523. Originariamente era a tre navate, ma nelle rifazioni del 1613 e del 1644 fu ridotta ad una sola navata. Dopo l'espulsione di questi padri, la chiesa fu retta da Maestri, alla dipendenza del vescovo di Massa. Altre rifazioni nella chiesa furono eseguite nell'800. 

La navata Ŕ spaziosa con abside e cupola ed a pianta quadrata. Il pavimento in mattoni ed ornati barocchi fu sostituito dalla famiglia De Curtis nel sec. XVII, che in quella piazza aveva il palazzo detto poi Merolla, e pose al centro una epigrafe per tramandarne il ricordo. Sulla porta d'ingresso, del 1613, vi Ŕ una quattrocentesca statuetta della Madonna coi Bambino.

L'Altare Maggiore, del 600, in bellissimi marmi policromi, apparteneva alla Chiesa di S. Giuseppe del Quartiere, qui trasferito nel 1808. Sopra Ŕ l'effige antica della Misericordia. A sinistra della porta d'ingresso, nella parete della navata, si  apre la Cappella dedicata all'Annunziata del sec. XVI, poi pass˛ sotto il titolo di S. Maria della CaritÓ. 

Vincenzo Cioffo la dot˛ di un bel quadro di Guido Reni, in gratitudine della ospitalitÓ offerta all'artista nel lungo soggiorno massese. E' raffigurata la Madonna seduta stringendo tra le braccia il Bambino, che porge un pomo a S. Giuseppe. la Madonna rivolge lo sguardo verso S. Francesco in ginocchio. Dopo questa cappella seguono quattro altari. Quello del Crocifisso, 1601, nel Ĺ500 era sotto il vocabolo dell'Assunzione. La tela antica con l'effige dei Crocifisso tra i SS. Andrea Apostolo ed il Battista, nel 1685 fu sostituita con quella di un santo mercenario. Altare del sec. XVII sotto il titolo della Misericordia nel 1746. Ha un bel quadro di S. Lucia della diruta cappella della Santa Siracusana nel casale di Airola. Altare di S. Francesco di Paola del sec. XVI, pass˛ poi ai De Curtis. Il quadro esistente nel 1582 fu sostituito nel 1701 da Padre Vincenzo De Mari. A destra della navata, iniziando dalla porta d'ingresso, si allineano altri cinque altari. Altare della Madonna dei Carmine, fondato da Riccio Cangiano, nel 1685 fu intitolato ai SS. Filippo e Giacomo. Abbandonato pass˛, nel 1786, sotto la denominazione di S. Anna. L'altare della Madonna di Costantinopoli, della famiglia dei Mari, sec. VII, apparteneva ai Confrari della Chiesa, poi pass˛ in patronato dei Cannabaro. Attualmente il titolo Ŕ della Madonna della Consolazione. Nel 1582 v'era un bel presepe. Il terzo altare, sec. XVII, dell'Immacolata; patroni i De Mari, pass˛ sotto il titolo del Sacro Cuore, con statua sul rifatto altare in marmi. Nel 1865 vi era una effige del Monte Calvario con gli stemmi dei De Mari. Il quarto altare, nel 1582, di patronato della famiglia Corleoni, era consacrato a S. Giovanni Evangelista, poi pass˛ nel 1601 al Monte Calvario. I Palumbo, trent'anni pi¨ tardi, ne restarono i patroni. Ne attestava il titolo di appartenenza una lapide, ora scomparsa. Prima dei 1685 era della famiglia napoletana dei Buonocore e nel 1746 di patronato del marchese Piro. L'ultimo altare, prima dell'ingresso alla sacrestia e alla bellissima balaustrata di marmi policromi, Ŕ intitolato a S. Monica, ricostruito dopo il 1582 al posto di un altro dedicato a S. Agnello Abate, della famiglia dei Caputo.

(da Massa Lubrense - Parco delle Sirene di Nino Coppola)