Santuario della Lobra 

Piazza S. Maria della Lobra -  80061 Massa Lubrense – Napoli - Tel. 081 878 93 23

Cenni storici

Il Santuario della Madonna della Lobra, domina la cascata di case, per lo più di pescatori, che, tagliata dagli ampi scalini di via Cristoforo Colombo, giunge fino alla spiaggia. Via Vincenzo Maggio, per chi viene in auto da piazza Vescovado, termina proprio nella piazzetta della Madonna della Lobra, antistante il Santuario. La rotabile, nel suo svolgimento successivo, prende la denominazione di Via Fontanella fino alla spiaggia omonima ed al porto.

La Chiesa antica della Lobra sorse vicino al mare, sul molo della spiaggia di Fontanella. Era a tre navate di piccole dimensioni e dopo la distruzione della Città di Massa nel 1465, ridivenne Cattedrale. La prima pietra per edificare la Chiesa nuova fu posta il 26 luglio 1528 da Mons. Marchesi in località “Capitello” della Mensa Vescovile.

L’immagine della Madonna della Lobra, dipinta a fresco sulla parete centrale dell’antico tempio, fu, nel 1570, segata, insieme alla parete, da Costanzo Parascandalo, e solennemente trasferita nella Chiesa nuova. La chiesa ha un solo ingresso corrispondente alla navata centrale. Il portale, in marmo scolpito, è abbellito da semplici ed eleganti motivi ornamentali; è sormontato dall’epigrafe recante la data della fondazione e lo stemma di Mons. Marchesi.  

Interno

A destra del pronao l’epigrafe antica tramanda la data della consacrazione del tempio (1° maggio 1758) fatta dal Vescovo di Massa Mons. Bellotti.

L’interno è a tre navate con transetto, cupola ed abside. Antistante la navata centrale è il pronao; tre archi a tutto sesto, poggianti su due colonne dell’antica Cattedrale, sostengono il palco dell’organo. La navata centrale, più ampia delle laterali, è con esse comunicante mediante quattro arcate per ciascun lato, sostenute da robusti pilastri.

Il soffitto a cassettoni ottagonali, settecenteschi, presenta tre bellissimi quadri in cornice dorata. Uno raffigura Sant’Antonio da Padova col Bambino che gli porge un giglio tra angeli. Il secondo, molto più grande, presenta al centro l’Assunzione di Maria Santissima tra un coro di angeli; ai suoi piedi la veduta della Marina e della spiaggia dei pescatori con le barche. Quattro stemmi agli spigoli della tela la impreziosiscono.

L’ultimo quadro di dimensioni uguali alo primo, raffigura il Poverello d’Assisi che consegna la regola a Santa Chiara, sua conterranea e fondatrice della monache Clarisse.

In fondo al catino della tribuna è l’altare maggiore con pregiati marmi policromi. Nel tempietto soprastante è l’affresco della Madonna della Lobra appartenente alla Chiesa antica, di mano ignota e tagliato nel 1570 dal Parascandalo. La volta della tribuna è affrescata. Una bianca colomba simboleggiante il Paracleto, sovrasta l’Incoronazione della Madonna Assunta in cielo.

I Massesi le hanno attribuito il titolo specifico “della Lobra” per la particolare venerazione verso di Lei che fu la titolare della Chiesa paleocristiana di Massa che dalla Lobra assunse l’attributo di Lubrense.

Sulle pareti della tribuna, di fronte all’altare, due affreschi: la natività di Maria a sinistra e la natività di Gesù a destra. Le figure in entrambe sono molto espressive e le scene suggestive. La somiglianza dei due affreschi fa pensare ad uno stesso pennello, quello dell’artista francescano P. Felice da Napoli – 1618.

Navata destra

Partendo dall’ingresso del Santuario, in corrispondenza delle arcate, sono addossate alle pareti della navata gli altari sotto il vocabolo dei seguenti Santi: Pasquale Baylon, l’Addolorata e Santa Margherita da Cortona, sovrastate da nicchie in ciascuna delle quali è la statua del rispettivo Santo.

Al lato destro del transetto, l’altare è dedicato a Sant’Antonio (Sec. XVIII). La statua del Santo da Padova è al centro tra le due tele dei Santi Pasquale Baylon e Diego d’Alcalà.

Sulla destra della crociera si apre la grande cappella del Crocifisso con il bellissimo simulacro in legno sull’altare avente ai lati, su pala, la Maddalena e San Giovanni Apostolo. Assai pregevole è la cornice barocca dipinta ad ornati, che circonda il Crocifisso.

Navata sinistra

In fondo, al lato sinistro della crociera, è la grande cappella barocca di Sant’Anna, di padronato dei Barretta (sec. XVIII). Sulla tomba di questa famiglia e sulla parete sinistra sopra la sepoltura di Mons. Antonio Barretta, Arcivescovo di Brindisi, vi sono due epigrafi; nella prima sono incise la corona ducale ed i tre stemmi dei Barretta.

Questi decorarono la cappella di pitture, di stucchi e di marmi. La tela dell’altare raffigura San Gioacchino in visione: un angelo porge il giglio a Sant’Anna, che siede con la Madonna prostata in ginocchio, tra uno stuolo di angeli. La tela del 1715 è firmata Raffaele Auricchio.

Al lato estremo della crociera vi è l’altare di San Francesco d’Assisi con statua del XVIII secolo. Lateralmente si notano due dipinti: Santa Chiara con la pisside in mano che fuga i saraceni e Santa Elisabetta Regina d’Ungheria.

Seguono, nella navata sinistra, quattro altari: dell’Immacolata con statua; della Madonna con tela della Vergine seduta in trono con ai lati i Santi Giacomo della Marca, Bernardino da Siena, il Battista e Sant’Antonio Abate; il terzo altare ha un quadro di San Salvatore da Horta, con lo sguardo rivolto alla Madonna ed in atteggiamento di implorare protezione nella sua opera di carità verso i poveri; sull’ultimo altare vi è un quadro della Madonna con Bambino tra i Santi Giuseppe e Lucia, la martire siracusana.  

Il Convento di Santa Maria della Lobra

Unito alla Chiesa è il Convento, edificato nel 1583. I Frati Minimi di San Francesco di Paola, invitati ad edificarvi un convento, rifiutarono in quanto le coste massesi erano, in quei tempi, troppo esposte alle incursioni dei pirati e dei saraceni. Tale offerta fu, al contrario, accettata dai Frati Minori di San Francesco d’Assisi.

Nell’atto di concessione intervennero il Vescovo di Massa Lubrense, il Pio Monte dei Poveri e l’Università di Massa oltre ai Francescani. Il terreno era di proprietà della Mensa Vescovile, per cui il Vescovo si riservò il diritto di celebrare le funzioni il 15 agosto insieme ai Vespri della vigilia. La costruzione del Convento, insieme alla torre di difesa, terminò dopo il 1603.

Il Convento è a pianta rettangolare, ha un bel chiostro con cortile, una caratteristica cisterna e rigogliose piante di banano che portano a maturazione il frutto. Il refettorio ha le pareti in maiolica. Nei corridoi dei piani superiori, ove affacciano le stanze dei Frati, quattro epigrafi tramandano le donazioni e le concessioni a favore del Convento.