chiesa di San Liberatore

Sorge su un ampio piazzale che domina la sottostante spiaggia di Fontanella e la Marina della Lobra con bella vista su Massa Lubrense ed in pittoresca posizione sulle rocce di Capo Corbo. 

Sul luogo dove sorge la chiesa fu rinvenuta una effige dipinta su pietra alla quale il popolo attribuì poteri taumaturgici. Il Santo raffigurato fu ritenuto S. Liberato, l'abate martire di Cartagine ed invocato S. Liberatore per aver liberata Massa più volte dalle epidemie. 

Il 10 aprile 1420 fu innalzata in suo onore la cappellina, ampliata nel 1526 per voto, dopo un'altra calamità. Fu riedificata in meliorem formam dopo la peste del 1656, essendo vescovo Mons. Vincenzo De Juliis, con un portico davanti l'ingresso e sull'altare fu posta una tela con la effige del SS. Salvatore tra i SS. Liberatore e Rocco. 

Una nuova grave forma di epidemia nel 1854, in seguito alla quale fu fatto voto di ampliare la cappella il 10 agosto 1854. I lavori iniziarono due anni dopo e terminarono nel 1871. La nuova chiesa, nell'attuale stato, lasciava intatta l'antica cappella di forma quadrata, dove fu eretto un altare di marmo e fu riprodotto dal Moriani, nel 1896, il quadro antico e la pietra, su cui è dipinta l'effige del Santo, posta a lato sinistro dell'abside, presso la quale arde perennemente una lampada, è meta di innumerevoli folle che vengono a segnarsi con l'olio benedetto di San Liberatore. 

La chiesa è ad una sola navata, assai spaziosa. Nelle pareti, in prossimità dell'ingresso alla chiesa, due lapidi ricordano l'ampliamento, per voto fatto dal Capitolo, Clero e popolo il 10.8.1854 e la liberazione dalla peste. 

Divenuto il Santo molto popolare in Penisola Sorrentina, la domenica ultima di agosto si svolge la feste solenne. Punta S. Liberatore, in quella circostanza, con tutte le strade di accesso, è illuminata da una fantasmagoria di luci. Pellegrini da ogni dove si portano nella notte tra il sabato e la domenica alla Chiesetta. Una sagra, che ripete in piccolo, la Piedigrotta napoletana, ma con senso di devozione religiosa. L'apertura della nuova rotabile ha molto cambiato l'antica tradizione; i pellegrini preferiscono i mezzi di comunicazione più rapidi, anziché andare a piedi per l'antica via tra suoni e canti; colpi di salve ad ogni quarto d'ora, tengono desta la gente. La interrotta tradizione ha mutato l'aspetto esteriore della sagra, ma la devozione al Santo rivive intatta. In avvenimenti eccezionali la Statua viene portata in processione a Marina Lobra e alla Chiesa Cattedrale, ove sosta per alcuni giorni, e ove si svolgono solenni funzioni religiose. In Piazza Vescovado, festa popolare con concerti bandistici e gare sportive. Una fantasmagorica fiaccolata accompagna la statua del Santo al rientro della processione.  

(da Massa Lubrense - Parco delle Sirene di Nino Coppola)