Chiesa di S. Maria Annunziata  

Edificio di origine trecentesca, ha subito varie trasformazioni sino all'attuale assetto settecentesco. Vanno segnalati la ricchezza degli arredi, il pavimento e lo stupendo altare in tarsia marmorea con angeli ed ovale finemente scolpiti. Esiste anche un piccolo museo diocesano, ricco di vestimenti sacri, allocato nell'annesso convento. 

Incerta è l'origine di questa chiesa, ma è sicuramente antichissima e subì le vicende dell'antica città nel 1465, essendo la "Major Ecclesia". Trasferita la sede episcopale alla Lobra, la chiesa rimase in abbandono, ma poi fu rifatta, dopo oltre un secolo, da Marco Cangiano e col concorso della popolazione. 

La forma attuale è del 700. La volta fu sostituita all'antico soffitto. L'epigrafe sopra la porta d'ingresso, all'esterno, reca la data della Consacrazione, fatta da Mons. Pisani, il 26.8.1749. La chiesa è ad una sola navata con abside. L'Altare Maggiore è di fine lavoro del 600, in marmi policromi, assai preziosi. I Capi altari sono sorretti da due angioletti di marmo. Al centro del palliotto, in fine rilievo, campeggia l'effige dell'Annunziata. 

Al centro della tribuna è la bellissima tela cinquecentesca della Madonna della Mercede. Essa ha cinto il capo di una preziosa ed antica corona argentea. Ai lati, ha Mosé ed Elia. L'Eterno Padre è tra l'Arcangelo Gabriele e l'Annunziata, cinta da dodici argentee stelle, un poco più in basso. Il quadro fu rimosso dalla badessa Maria Cristina Romano, quando terminò i lavori di rifazione della chiesa nel 1749 e vi sostituì un'altra tela tuttora esistente. Vi sono due cappelle per ciascun lato. 

La prima, a sinistra, è della Madonna del Rosario, di fondazione dei Confrari del Rosario, sec. XVI. L'effige della tela rappresenta la Madonna. Le pende dal collo una collana d'oro e sul capo ha una corona argentea molto antica.

Segue la Cappella di tutti i Santi, dopo l'arco, fondata da Marco Cangiano nel 1582. Bellissimo il quadro di Andrea da Salerno. La Madonna ed il Bambino "in ulnis" hanno cinto il capo di corona d'oro. I fratelli del fondatore posero una epigrafe sul sepolcro nel 1598. La cappella passò in patronato dei Persico ed un canonico di quella famiglia sostituì l'antico quadro con un altro più piccolo di S. Giuseppe col Bambino. 

La terza cappella è di S. Anna, prima era dedicata a S. Giovanni Evangelista. Sull'altare sono esposti busti reliquiari e bracci di legno dorato contenenti le Reliquie dei SS. Martiri, qui trasferiti dalla Cappella di S. Giovanni Evangelista, appartenente alla chiesa antica e di patronato dei Corleoni. L'altare dei 1588 era sotto il vocabolo dell'Assunta, poi passò sotto il titolo di S. Giovanni, trasferito poi alla nuova cappella dopo la rifazione della chiesa. L'ultima cappella, da questa banda, adiacente alla porta della chiesa, era la citata cappella dell'Assunzione, ribattezzata col nome di S. Maria delle Grazie nel 1700. 

L'altare, dal lato della parete sinistra, adiacente alla porta fu di patronato degli eredi Amitrano; rifatta dal medico Francesco Antonio Amitrano, nel 1645, fu consacrata allo Spirito Santo. Il quadro rappresenta il Paracleto con la Madonna, tra gli Apostoli: discesa dello Spirito Santo. Sotto lo stemma degli Amitrano ed il nome del fondatore. Viene la Cappella di Prospero Turbolo, che fondò per conto dei Pio Monte e dedicata a S. Matteo. Rifatta la chiesa, dopo lungo abbandono, fu eretto l'altare di marino con tela dell'Addolorata tra S. Matteo e S. Giuseppe. 

Segue la seicentesca cappella del Crocifisso. La fondatrice Antonia De Marino, suora, vi fece collocare un Crocifisso ligneo, che prima era nell'abside. Passò in patronato della famiglia Noce. Sul sepolcro lo stemma gentilizio dei Noce e l'epigrafe in forma di distico. Presso l'Arco maggiore è la cappella dell'Immacolata con bella statua lignea. Fu restaurata nel 1700.

(da Massa Lubrense - Parco delle Sirene di Nino Coppola)