Annibale CACCAVELLO (1515-157?)

CACCAVELLO - Di tal cognome rinveniamo anche le forme Caccavillo e Caccabello. Fin dal principio del sec. XIV vivevano in Massa un Sergio, che fu tassatore nel 1323, ed un Domenico, il cui figlio Liguoro fu collettore nel 1344. Dimorarono sempre nel casale di Morta; e nel sec. XVI un ramo si stabilì in Napoli, dove i fratelli Berardino (già sindaco nel 1535), Ottaviano e Giulio possedevano case, in via dell'Annunziata, che poi vendettero al loro congiunto Annibale tra il 1541 e il 1544. In quella città, ebbero la cappella gentilizia nella chiesa della Pace; e più tardi, nel 1619, Fra' Giuseppe, di tal famiglia, vi fondò la chiesa di Santa Maria del Carmine, sita nel borgo di Chiaia, contro la pietra del pesce'. Ora questa famiglia è estinta a Massa, avendosene l'ultima memoria con D. Ignazio, Vicario della Cattedrale e parroco fino al 1787.

Annibale, nacque verso il 1515 da Giovan Battista, commerciante di marmi. Incamminatosi per l'arte paterna, studiò la scultura, nella quale raggiunse la celebrità. La sua arte gli dette una posizione agiata: acquistò terre e case in Guarrazzano e in Pastena (1553-60), ed altre case, come ho detto, in Napoli, all'Annunziata, dove abitò. Sposò la massese Eleonora de Magistro, che gli diede un figlio, Michele Giovanni, il quale menò vita dissipata. Il 17 marzo 1562 gli fu concessa una sepoltura nella cappella gentilizia di sua famiglia, nella chiesa della Pace, ove riposò quando morì, dopo il 1570. Col suo ultimo testamento, datato a' 22 marzo di quell'anno, istituì erede il suo unico figlio, e morto quello senza eredi, il Pio Monte dei poveri di Massa, con varii obblighi verso i suoi discendenti; disposizione questa che si avverò, essendo morto suo figlio in carcere senza eredi, il 28 maggio 1583. Il Caccavello, insieme a Giovan Domenico D'Auria, rappresentò la parte più eletta della scuola di Giovanni da Nola. Egli lavorò tra il 1547 e il 1548, compiendo pregevolissime opere d'arte, di cui ora se ne possono noverare circa cinquanta. Ebbe Annibale varii discepoli, tra cui il più notevole era il suo congiunto Salvatore Caccavello; tra gli altri noterò suo fratello Desiato, Iacopo de Rosa, Nicola Ambrogio Vinaccia di Massa e Giambattista Lotto

(da Storia di Massa Lubrense di Riccardo Filangieri di Candida - 1910)