ACQUARA

Detto pure anticamente Aquaro. Si stende a mezza costa sul fianco occidentale della collina del Deserto, all'altezza media di 320 m. La sua posizione incantevole, dominando tutta la valle di Massa. Trae il nome dalla gran copia di acque che vi era. Nei tempi antichi, presso il luogo ov' il casale, v'erano due necropoli greche. Del 1337 la prima notizia che abbiamo del loco qui dicitur alaquaro (sic), dove i Maldacea avevano terre ed una casa. 

Fece parte questo casale della parrocchia di S. Agata, e poi di quella di Pastena, fino al 1674, nel quale anno vi fu creata una parrocchia, nella chiesa di S. Vito. Poco lungi vi erano, la venerata cappella di S. Maria a Tentarano, e quella di S. Nicola, presso il monte che ne prese il nome. Ad oriente, sulla vetta della collina del Deserto, sorge l'ampio Eremo dei Carmelitani Scalzi, erettovi nel 1679.  

Prima della erezione in parrocchia, nel 1674, fece parte della giurisdizione ecclesiastica di S. Agata e successivamente di quella di Pastena. Lungo un sentiero, che dal Deserto termina in una rampa sotto un arco vicino alla chiesa, si raggiunge l'abitato della frazione. Una rotabile, che si congiunge, dopo l'arco, con la Rotabile Massa-Sant'Agata all'inizio di Pastena, attraversa l'abitato della frazione. Poche case sparse, alcune signorili, sono disseminate tra il verde dei giardini. L'agglomerato urbano si addensa intorno alla chiesa di San Vito.

(da Storia di Massa Lubrense di R. Filangieri)