Aaron carica la difesa scozzese con

il sostegno di Andrea De Rossi

Aaron in azione con Segio Parisse

contro Tonga nel RWC 2003


Aaron Persico e Roland de Marigny,

qui contro la Francia. Afp

Aaron Persico, come aveva pubblicamente annunciato nel corso di un'intervista al termine del vittorioso incontro dell'Italia  contro la Scozia per il "6 Nazioni" di rugby, è venuto a Massa Lubrense a far visita ai suoi parenti italiani.

Infatti Aaron, nato a Wellington (Nuova Zelanda) nel 1978, ha potuto ottenere la nazionalità italiana in quanto suo nonno, Liberato Persico, era nato a Massa.


Questo l'articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport del 5 marzo 2004


Una storia particolare alla vigilia della terza partita del Sei Nazioni

Persico: mischia doppia in nome del nonno

I due fratelli nati in Nuova Zelanda s’inseguono, fra Nazionale e Viadana, sulle orme dell’avo di Sorrento (Massa Lubrense, n.d.r.)


RUGBY, ROMA - Bisogna dire grazie a nonno Liberato se l’Italia ovale oggi può schierare uno dei più forti flanker del mondo. Più di 50 anni fa, la guerra era appena finita, lui salpò dalla natia Sorrento in cerca di fortuna. Oggi ci restituisce il nipote, Aaron Persico, che ha seguito alla rovescia le orme dell’antenato. «Faceva il pescatore, era andato in Nuova Zelanda, poi in Australia a lavorare. Si stabilì a Wellington, sposando una ragazza di Sorrento (Marina della Lobra, n.d.r.), Teresa Rio (Meo, n.d.r.), mia nonna. E questa è la mia famiglia» . Nonno Liberato, che oggi non c’è più, ha seminato bene.
Aaron racconta: «Mio papà si chiama Ronaldo, ha giocato anche lui a rugby, un pilone. Era venuto in Europa, al Tolone, ma poi smise per il lavoro e tornò a Wellington» .
Aaron, 26 anni il 29 marzo, però non è solo: da due anni lo ha raggiunto nella terra dei nonni il fratellino Lance, un colosso ventunenne di 184 centimetri per 98 chili. Franco Tonni, general manager del Viadana, tre anni fa ci disse: «Aaron è la più forte terza linea italiana, più di Mauro Bergamasco. Ma ha un fratello che è perfino più forte di lui » . Tonni è riuscito a portarsi a casa prima Aaron, interessato a un’esperienza in quel Paese di cui aveva sentito parlare nei racconti del nonno. Poi Lance ha raggiunto il fratello a Viadana. Ma quest’anno, i Persico brothers si sono divisi. Aaron: «A Viadana mi sento a casa mia. Ma, dopo 5 anni, ho voluto fare un’esperienza in un campionato importante e sono andato a Leeds. Bella città, nel Nord dell’Inghilterra, società bene organizzata, squadra molto forte. Copro lo stesso ruolo che occupo in nazionale: flanker di rottura» .
Anche a Leeds, nei Tykes, un fiore della brughiera, Aaron continua a placcare come un forsennato: 15 in media ogni partita. E Lance? «Gioco nello stesso posto di Aaron, con la maglia numero 7. Ma non è detto che non possiamo giocare assieme. A Viadana non è successo, perché, nei due anni che abbiamo abitato insieme, io ho giocato nelle giovanili. Adesso che sono arrivato alla prima squadra, lui è andato via. Ma spero di poter giocare un giorno insieme a mio fratello. È il mio sogno» . Magari in maglia azzurra. Ma se rimane John Kirwan, dovrà migliorare, più che la tecnica, il suo scarso italiano. «A Viadana — si difende — molti giocatori sono di origine anglosassone e anche con Aaron parliamo sempre nella nostra lingua» . Per Lance, l’impatto è stato meno duro. « Aaron mi ha aiutato a inserirmi. Viadana è piccola, come Lower Hutt, sobborgo di Wellington, da dove proveniamo. Non ho avuto problemi di adattamento, solo che si mangia troppo bene. Ho approfittato per vedere le belle città d’Italia: Venezia, Roma, Firenze. Viadana ha una squadra giovane, c’è un ottimo ambiente, abito con Greg Hayter, lui è comunitario, inglese di passaporto, ma neozelandese come me» . Non ha la ragazza, almeno, ufficialmente. Ne ha una a Lower Hutt, di cui non vuole dire il nome. L’origine sorrentina si fa sentire. Anche Aaron è single, per ora. «Sono sempre in giro, è difficile trovare una ragazza che sappia starti vicino quando tu non ci sei mai » .
Eppure, tra Viadana e Parma, sembra che Aaron abbia seminato più di una dolce amicizia.
Per Lance è arrivata la prima convocazione in nazionale A, la prima maglia azzurra. «Sono entrato a Grenoble contro la Francia negli ultimi 5 minuti al posto di Pavanello» . Aaron però rimane lontano. «Lui gioca nel Sei Nazioni, lo guardo in tv. Devo migliorare tanto per meritarmi la nazionale» . Lance pare più bravo di Aaron, che lo elogia. «Ha un’ottima tecnica nei fondamentali, grande fisico, coraggio. Potrà riuscire bene nel campionato italiano e spero possa arrivare presto anche in nazionale».
In futuro, chissà che i fratelli si possano riunire. Aaron: «Sarebbe bello, ma io conto di restare a Leeds due anni e poi rientrare. Lance è ancora giovane per giocare in Inghilterra».
E il fratellino ammette: «Per me è presto. Quello inglese è un campionato pesante, io vengo dal settore giovanile: magari fra un anno o due» . Quando Aaron sarà tornato a Viadana. Ma c’è sempre la possibilità di raggiungerlo in nazionale.
Lance: «Difficile, perché in terza linea ci sono ottimi giocatori: De Rossi, Parisse, anche Mauro Bergamasco. Magari come riserva» .
Domani si torna al Flaminio con la Scozia. Aaron: «É diventato il nostro stadio di casa, l’inno italiano ci carica tutti, anche gli equiparati, che l’hanno imparato» . Aaron è già stato a Sorrento (Massa Lubrense, n.d.r.). «Due volte, per conoscere i cugini. Bella città, clima magnifico, paesaggio incantevole, e come si mangia! Ci torno lunedì, dopo la Scozia, quando Kirwan ci lascerà liberi fino alla convocazione per l’Irlanda» .
Per Lance, invece, Sorrento rimane ancora solo la città dei nonni.

Carlo Gobbi UNITI DALL’OVALE Da sinistra, Lance Persico, 22 anni, 1.84 per 98 kg, giocatore dell’Arix Viadana, e il fratello Aaron, 24 anni, 1.85 m per 103 kg, 38 caps e due mete con l’Italia, da quest’anno al Leeds. Tutti e due sono nati in Nuova Zelanda e giocano flanker (Saccani)

 Gazzetta dello sport - 05/03/2004

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pagina personale di Aaron

nel sito del Leeds Tykes