ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA

Le II.PP.AA.BB. sono antiche istituzioni, regolate ancora oggi dalla legge n. 6972 del 1890 voluta da Crispi. Una nuova legge, recentemente approvata dal Parlamento ne prevede la riforma, con particolare attenzione alla loro autonomia ed a principi che garantiscano la valorizzazione degli statuti, il rispetto della volontà dei fondatori, l’efficienza, l’efficacia e la trasparenza. Toccherà al Governo, entro sei mesi dall’approvazione della legge, emanare il regolamento che dovrà, tra l’altro, prevedere “appositi strumenti di verifica delle attività di amministrazione dei patrimoni". Gli Enti censiti sono 4200, con patrimoni che ammontano a circa 37000 miliardi, destinati ad essere ricondotti nell’ambito della rete dei servizi sociali. L’auspicio del Legislatore è che le II.PP.AA.BB. grazie alle nuove norme, escano da quella che viene definita la “zona grigia” che ha incoraggiato anche un uso improprio di patrimoni, troppo spesso sottratti ai fini statutari.

Diversa l’origine di queste Istituzioni e la loro evoluzione nel tempo:

- molte sono di origine religiosa e provengono dagli assetti determinati dall’applicazione delle leggi così dette eversive per le quali i patrimoni delle Congregazioni religiose furono prima incamerati dal Demanio e, successivamente, attribuiti ad Enti Morali;

- altre, nate laicali e con fini educativi, non furono soggette a soppressione e conservarono i propri patrimoni, una gestione affidata a laici e propri Statuti.

A questa seconda tipologia appartengono tre Conservatori di Massa Lubrense: SS. Rosario (Monticchio), Ave Gratia Plena (Annunziata) e S. Teresa. Notizie dettagliate su queste tre Opere Pie si trovano nella Storia di Massa Lubrense del Filangieri:

- Il conservatorio SS. Rosario, fondato dalla nobildonna Cristina Olivieri intorno al 1730 aveva fine di beneficenza a favore di donne povere di Massa Lubrense;

- Il Conservatorio Ave Gratia Plena di Massalubrense fondato da Marco Cangiano nel decimosesto secolo ha per scopo di accogliere donne povere ed oneste del detto Comune per istruirle ed educarle, affinché possono procacciarsi da sé il sostentamento, preferendosi nelle ammissioni le orfane” (art. I dello Statuto approvato il 25 novembre 1871);

- Più complessa la ricostruzione dell’origine del Conservatorio S. Teresa, per dubbi ingenerati dalla uguale denominazione del Monastero e del Conservatorio stesso:

* nel 1673 fu fondato il Monastero S. Teresa, che aveva come scopo principale la preparazione delle novizie e aveva come sede “un locale che ora non esiste più”. Le tavole di fondazione di questo istituto religioso si possono ancora leggere nella lingua originale e in una fedele traduzione.

* nel 1681 il Parlamento di Massa stabilì che fossero prelevati 200 ducati per donarsi al nuovo Conservatorio di S. Teresa“ e “La fabbrica fu fatta parte dalla carità cittadina e di alcuni napoletani… “. La principale opera del pio luogo era di prestarsi gratuitamente all’ istruzione delle fanciulle di civile condizione. Le Suore vi si trasferiscono quali addette alla gestione di questo nuovo Conservatorio, controllato da una commissione amministrativa alla quale la Badessa rendeva periodicamente il conto sia per la gestione dell’educandato che per la giornaliera elemosina che si faceva, ai poveri del Comune”.

* Le tavole di fondazione di questo nuovo Conservatorio laicale sono andate perdute, le regole si possono trarre dalla lettura dello statuto del 1873 che ribadisce il fine della istituzione che è quello di “accogliere donzelle nubili e di civili natali per sostenerle, educarle ed istruirle nelle lettere e nei lavori donneschi preservandole dai pericoli della società...”

Nel 1974 la Giunta Regionale della Campania decretava la fusione dei tre Conservatori e approvava il nuovo statuto organico che, con i dovuti adeguamenti, rispecchiava scopi e finalità di quelli vecchi.

Con la fusione, i tre Enti prendevano il nome di Conservatori Laicali Riuniti S. Teresa, SS. Rosario, Ave Gratia Piena e avevano lo scopo di “accogliere fanciulle e fanciulli poveri del Comune di Massa Lubrense per educarli in apposite Scuole Materne quando vi sia la possibilità di mezzi”.

I mezzi per il raggiungimento di questo fine erano quelli provenienti dalla gestione del patrimonio dei tre Enti i cui maggiori cespiti erano gli stabili denominati SS. Rosario, Santa Maria Annunziata, S. Teresa.

Nel 1974 la situazione patrimoniale è quella rappresentata nella prefazione al nuovo statuto:

* il maggiore cespite del Conservatorio SS. Rosario era stato ceduto in enfiteusi nel 1956 e poi riscattato dalle Suore Immacolatine Arolella di Massa Lubrense;

* quello del Conservatorio Ave Gratia Plena era stato concesso in enfiteusi al Sacro Ordine dei Frati Minimi con la clausola che essi lo destinassero ad opere di beneficenza a favore dei bambini del Comune;

* nella disponibilità della IPAB restava solo l’immobile denominato S. Teresa e, infatti, nella delibera che decideva la fusione dei tre Conservatori e il testo del nuovo statuto, si legge:

“nella bella sede del Conservatorio S. Teresa vi è la possibilità di sviluppare tutta l’attività di assistenza e beneficenza cui i tre Enti sono preposti mediante la educazione, istruzione ed assistenza di fanciulli poveri del Comune...”

Questa dichiarazione di intenti non ha avuto ancora pratica attuazione e questo bene patrimoniale resta ancora in quella “zona grigia” da cui dovrà uscire per l’attuazione dei fini statutari dell‘Ente. Con Decreto n. 12272 del 21 luglio 1999, la Giunta Regionale della Campania ha approvato il nuovo Statuto e la nuova denominazione che è:

ISTITUTI RIUNITI DI ASSISTENZA ALL’INFANZIA

S. Teresa - SS. Rosario - Ave Gratia Piena

Massa Lubrense - Via Palma, 1

Nel Nuovo Statuto organico si legge:

TITOLO I - ORIGINI - SCOPI - MEZZI 

Articolo 1 - SCOPI

L’Istituzione pubblica di Assistenza e beneficenza ha lo scopo di:

1) promuovere iniziative di supporto educativo e culturale;

2) attivare interventi a favore dei bambini in situazione di svantaggio socio-culturale o di handicap;

3) approntare i mezzi e l’ambiente più opportuni per favorire il processo di socializzazione, per prevenire fenomeni di disagio giovanile;

4) svolgere attività artistiche e culturali istituendo corsi di preparazione di arte drammatica, musicali e corali;

5) attivare interventi diretti di assistenza straordinaria.

L’Ente opera nell’ambito degli indirizzi programmatici della Regione Campania e collabora con Enti, Associazioni e Organi collegiali della Scuola aventi come fine precipuo l’educazione dei bambini e ragazzi nella promozione e gestione dei servizi di supporto socio-psico-pedagogico.

Articolo 3 - MEZZI

Tutte le risorse dell’Ente devono essere destinate direttamente o indirettamente al raggiungimento delle finalità istituzionali.

L’Istituzione pubblica di assistenza e beneficenza provvede alla realizzazione delle proprie finalità con l’utilizzazione diretta del proprio patrimonio, nonché con i proventi derivanti:

a) da contributi di Enti e privati;

b) da rendite del patrimonio stesso;

e) da proventi vari non destinati ad incremento del patrimonio.

DESTINATARI

I destinatari degli interventi di assistenza e beneficenza saranno bambini e ragazzi in età di obbligo scolastico, compresi quelli frequentanti la Scuola Materna, residenti nel comune di Massa Lubrense.